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domenica 1 luglio 2012

Gli Azzurri, il sogno, il grande incubo

6a00d83451ca6769e20163065acc28970d-120wiE' finita. Questa è l'unica buona notizia della serata.


Gli Azzurri  fin da subito dimostrano di non riuscire a entrare in partita. La stanchezza accumulata con Inghilterra e Germania si palesa nei movimenti lenti,  in quell'arrivare sempre secondi sulla palla.  Le furie rosse sgusciano da tutte le parti, gli azzurri fanno tenerezza, si guardano alle spalle impauriti.  Gli spagnoli sono veramente solo 11 in campo?  I primi minuti si consumano sotto assedio della porta di Buffon.  Al '13 la Spagna passa in vantaggio, con un uno-due dei suoi, segna Silva. E' il gelo. Una voglia di riscatto che l'Italia non riesce a concretizzare. Chiellini esce per infortunio e viene sostituito da Balzaretti, sul goal si era già visto che era troppo lento,  era meglio non schierarlo piuttosto che doverlo sostituire già al '20, viste le condizioni precarie. 


Balottelli ha buone intenzioni ma prova a fare tutto da solo, ignorando i compagni di squadra, non lo assiste neppure la mira. La Spagna raddoppia prima di tornare negli spogliatoi. Si sprecano gli incoraggiamenti e la consapevolezza che mai nessuno è riuscito a recuperare due goal in una finale dell'Europeo.


Nella ripresa Di Natale al posto di  Cassano che  nei giorni scorsi aveva manifestato propositi di vendetta nei confronti della Spagna - il periodo al Real è stato per lui  ricco di insoddisfazioni - e non è riuscito a realizzarli. Di Natale si mostra pericoloso in un paio di occasioni. Partita dura ma possibile almeno fino al '59, quando  Thiago Motta che ha preso il posto di Montolivo si infortuna.  Il Ct Prandelli non ha più a disposizione sostituzioni. Gli Azzurri stringono i denti e continuano.  Con il passare dei minuti anche Balzaretti, Bonucci e Abate, pur restando in campo, denunciano problemi fisici. Le Furie rosse infieriscono facendo altri due goal per entrando nella storia e perdono un pò di signorilità.  Giocando 11 contro 7, 8 giocatori in salute - seppure stanchissimi - insistere nel fare goal, quando già si stà vincendo,  non è un gesto   nè di  abilità  nè di coraggio,  non brilla neppure per sportività.


Per quanto visto in campo la Spagna è stata superiore e ha meritato di vincere.  Dispiace che gli Azzurri non abbiano potuto giocarsela. l'Italia ha dovuto pagare il conto, ieri sera, per gli sforzi fatti lungo tutto l'Europeo. E' mancato il tempo per ricaricare le batterie, gli infortuni e un paio di scelte opinabili di Prandelli hanno fatto il resto.


Grazie Azzurri! E' stato un Europeo bellissimo nonostante la finale. Prandelli bravo comunque a costruire e motivare la squadra.


 

Spagna-Italia Intervallo

La palla è rotonda, la partita difficile. Gli Azzurri patisco gli sforzi fatti nei giorni scorsi, fanno tenerezza, sono impauriti, si  guardano le spalle e intanto le furie rosse dilagano.  Lo  so che sul 2 a 0 la partita è compromessa però vorrei, almeno per un tempo, vedere l'Italia giocare come sa, coraggiosa, consapevole dei propri mezzi,  ostica. Vorrei che Balotelli si ricordasse di giocare in un gruppo e non provasse a fare tutto da solo sparacchiando a casaccio o almeno che aggiustasse la mira. Vorrei questo  e mille altre cose. Inizia il secondo tempo. Pronti. Via


Forza Azzurri!

giovedì 28 giugno 2012

Italia in finale, domina e si dimostra concreta

6a00d83451ca6769e20163065acc28970d-120wiL'Italia vince per 2-1 contro la Germania nell'emozionante semifinale giocata in Polonia. 


La novità è Balzaretti in difesa, sulla destra,  al posto di Abate indisponibile. In avanti Balottelli e Cassano. Nonostante i due giorni in meno di riposo gli Azzurri si dimostrano intrepidi, bravi nnel costruir gioco e limitare l'azione tedesca. Al 20'  Balottelli segna di testa su imbeccata di Cassano. Goal del vantaggio Azzurro che fa ben sperare. I tedeschi provano a reagire ma senza rendersi pericolosi. Al '38 del primo tempo Balotelli fa il bis su passaggio di Montolivo.  Il primo tempo si chiude sul 2 a 0.


Nel secondo tempo il Ct tedesco opera subito due sostituzioni, ma la sua squadra fatica a reagire le poche occasioni sono sventate da Buffon e dalla difesa azzurra.  L'Italia ha delle buone occasioni per fare il terzo goal con Marchisio e Di Natala ma  portiere e pali  non le consentono di segnare.


Diamanti sostituisce Cassano, Di Natale viene inserito al posto di  Balottelli  e Thiago Silva prende il posto di Montolivo. Il rigore segnato dalla Germania al '91 provoca qualche brivido per fortuna senza conseguenze.


L'Italia è in finale, meraviglioso.

domenica 24 giugno 2012

Il cucchiaio di Pirlo segna la riscossa Azzurra.

Inghilterra - Italia  2  - 4


Gli Azzurri arrivano ai tiri dal dischetto consapevoli di aver dominato la partita quanto a possesso palla, passaggi utili e occasioni create. Meritano di vincere e ne sono consapevoli ma questo non basta. Non si vince ai punti, la palla è rotonda e spesso imprevedibile. I giocatori Azzurri sono stremati e bisogna scegliere i rigoristi.  Il CT Prandelli si confronta con il  vice, con i suoi ragazzi e consegna la lista.


Si inizia. Balotelli contro il compagno di   club Hart,  segna. Gerrard, il capitano inglese,  sigla l'1 a 1.  E' il turno di Montolivo, il portiere inglese si sbraccia, fa le smorfie e la palla va fuori. Disperazione, Rooney posiziona il pallone sul dischetto e batte il portierone Azzurro Gigi Buffon. L'Inghilterra è avanti di un goal si profilano pensieri foschi, la sensazione di un'ingiustizia che potrebbe compiersi. Arriva Pirlo, calmo posiziona il pallone sul dischetto, guarda il portiere avversario agitarsi tentando di distrarlo e non si scompone. Aspetta che Hart si tuffi e poi segna un irriverente cucchiaio.  Strappa un sorriso di sollievo, stempera la tensione,  da coraggio ai compagni che devono ancora tirare e intimorisce gli avversari che si presentano sul dischetto e sbagliano colpendo la traversa o  facendosi parare il rigore da Buffon. Nocerino e poi Diamante segnano. Meraviglioso, l'Italia ha vinto, passa alle semifinali. Affronterà giovedì la Germania.


Passaggio del turno meritato, in maniera incredibile. Questa è una squadra capace di far innamorare. Grazie Azzurri!






lunedì 18 giugno 2012

Gli Azzurri passano il turno, che fatica

6a00d83451ca6769e20163065acc28970d-120wiL'Irlanda dimostra fin dal primo minuto di voler fare la sua partita, senza sconti.  Gli Azzurri, contratti, sembrano sentire il peso della responsabilità. I quattro cambi, promessi da Prandelli, ci sono stati. Balottelli in panchina lascia spazio a Di Natale. Balzaretti, Barzagli e Abate sono le altre novità. Devono vincere tenendo d'occhio l'altro match del girone C che vede affrontarsi Spagna e  Croazia. Si gioca in contemporanea. 


L'Italia prova a farsi avanti e prendere coraggio. Il goal di Cassano al '35 del primo tempo arriva come una liberazione.   Si  va nello spogliatoio sull'1 a 0. L'Italia  rientra in campo  con l'intenzione di raddoppiare. Ma non le riesce. Almeno, non subito. Chiellini si infortuna ed entra Bonucci. Diamante sostituisce Cassano e Balottelli entra al posto di Di Natale. La tensione è alta, sembra un film già visto nei match precedenti. Basta  un errore e un pareggio segnerebbe il rientro a casa senza scuse, senza giustificazioni.   Un occhio al cronometro  e uno al campo, il tempo che sembra inceppato. Spagna e Croazia un pensiero ricorrente. Il goal del raddoppio non arriva. Ci sono scontri, gomiti troppo alti, nervosismo. Balottelli appena entrato rischia di farsi espellere per una gomitata che per fortuna non va a segno. Balottelli è lento, impreciso, involuto. Non lo si comprende. La Spagna intanto è passata in vantaggio.


Un irlandese, ammonito,  viene espulso per proteste e scaglia il pallone contro il CT azzurro.  Siamo al '90 e Mario Balottelli segna il goal che non ti aspetti, con una tranquillità disarmante che ti fa incavolare pensando alle volte che si trascina lento per il campo e si muove contro tutti, istintivo rissoso, dimenticando di essere lì prima di tutto per giocare a calcio.    Sembra tutto fatto. I commentatori  Rai gridano che serve il terzo goal. Io non capisco perchè, mi sono persa  nel calcolo dei goal fatti e subiti, degli scontri diretti. Nella mia beata ignoranza scopro solo dopo il fischio finale che bastava un pareggio 1 a 1 di Spagna e Croazia per interrompere il sogno europeo degli Azzurri.


Che dire, missione compiuta. L'italia passa il turno ma quanta fatica. 

Biscottificio azzurro

Ora che l'Italia ha passato il turno possiamo dirlo, a volte riusciamo  a essere ridicoli. Lo sponsor 6a00d83451ca6769e20163065acc28970d-120wiSharp  chiede "Quanto sono emotivi gli italiani?"  Troppo.  Emotivi, complottisti incapaci  di fare autocritica e di comprendere quando è meglio tacere.  I giocatori azzurri non avevano ancora finito la doccia dopo il match pareggiato con la Croazia e già i giornalisti   vaticinavano un possibile biscotto fabbricato da  Spagna e Croazia. Si dava per scontata la vittoria con l'Irlanda -  questa sera abbiamo visto quanto il risultato è stato  incerto fino al novantesimo - lamentando che poteva non bastare per passare il turno. Suona stonato accusare gli altri di pratiche che, stando all'indagine sul calcio scommesse, in Italia sembrano pratica comune quanto indigesta. Non si può guardare la pagliuzza nell'occhio del vicino se non si riesce a riconoscere la trave nel proprio.


Gli Azzurri sono abituati  a dar via le chiavi del proprio destino, aspettare che un'altra squadra (vedi Spagna) faccia il proprio dovere, vincendo anche quando non le è strettamente necessario (in bilico era il primo posto del girone),  per poter guardare avanti e sperare nel futuro. Il tiriamo a campare non è una mentalità da grande squadra.

giovedì 14 giugno 2012

Fragilità Azzurra

Italia - Croazia 1- 1  


Gli Azzurri sono in piena sindromeEuro-2012-logo pareggite. La splendida punizione di Pirlo non è bastata a conquistare i tre punti. Nel primo tempo gli azzurri non sono stati capaci di concrertizzare le occasioni create. La ripresa inizia male e vede concretizzarsi il pareggio croato.  Balottelli e Cassano continuano a non segnare.  Errore di Chiellini sul goal croato.  Ora l'Italia è costretta  a vincere contro l'Irlanda lunedì per sperare nella qualificazione.  Il CT Prandelli ha sbagliato la formazione e tardato nei cambi.

domenica 10 giugno 2012

Italia, un buon inizio

Euro-2012-logoLo scandalo scommesse,  gli infortuni, i dubbi sull'assetto, la disastrosa amichevole contro la Russia ancora negli occhi.  Per gli azzurri l'Europeo parte  in salita, hanno di fronte i campioni in carica d'Europa e del Mondo. Le furie rosse che però sono riuscite a battere l'Italia,  in passato,  solo ai rigori. 


Fischio d'inizio e l'Italia da l'impressione di essere solida, si propone in avanti. Giaccherini dimostra di non essere intimidito dall'esordio in una grande competizione. De Rossi si pone al centro della difesa con sicurezza, spazza via palloni e contribuisce a creare gioco. Passano i minuti e le buoni impressioni trovano conferma in un buon gioco che si spegne davanti a Casillas. I veri problemi per l'Italia sono in avanti, Cassano non è incisivo, Balottelli nervoso e poco concreto spreca una grande incredibile occasione a inizio secondo tempo.


Il pensiero molesto nel primo tempo è "ci lasceranno sfogare e poi  ci schiacceranno" però  i  minuti passano e gli azzurri continuano a praticare un gioco discreto. Un paio di pericoli per l'Italia, spesso impegnata in difesa, ma nulla di trascendentale.  Il secondo tempo  continua su questa linea. Balottelli viene sostituito da Di Natale che dopo 4 minuti su passaggio di Pirlo supera Casillas. Un goal liberazione meraviglioso ma dopo quattro minuti si torna sulla terra con il pareggio siglato da Fabregas. Entra  Giovinco al posto di Cassano e si dimostra efficace. Partita aperta, paura e coraggio si mescolano nel gioco, nelle occasioni costruite  e sventate fino al novantesimo più tre di recupero.  Finisce 1 a 1.


Bravo il CT Prandelli a  fare le giuste  correzioni in avanti e motivare i giocatori.


Prossimo avversario la Croazia.

martedì 12 ottobre 2010

Italia-Serbia ostaggio di pseudotifosi serbi

La partita è stata sospesa, la conferma, ufficiale, è giunta dopo una lunga attesa. Lo stadio era ormai vuoto in molti spazi. I primi ad andarsene sono stati i bambini, occupavano il terzo anello, era la loro serata. Avrebbero dovuto vedere una partita di calcio, in un grande stadio scendevano in campo gli Azzurri. Uno di quei ricordi che conservi per la vita. Invece hanno dovuto assistere a  scene di ordinaria follia.


Un gruppo di  ultras   serbi ha macinato centinaia di chilometri per  fare un'imboscata alla propria nazionale rea di aver perso la partita giocata contro l'Estonia. Il gruppo di "tifosi" sale sul pulman della squadra serba, lancia fumogeni, spaventa il portire fino a spingerlo a chiedere di non giocare. Gli ultras minacciano, imbrattano strade e monumenti della città, infine giungono allo stadio. Iniziano i preparativi: la rete di protezione da tagliare, i vetri da infrangere, i fumogeni da lanciare. C'è  spazio solo per la violenza.


Le squadre entrano in campo per il riscaldamento  e rientrano negli spogliatoi, non ci sono le condizioni  per giocare. Le forze dell'ordine si schierano a bordo campo per  contenere le intemperanze degli ultras. I giocatori serbi vanno sotto la curva dei loro "sostenitori" e provano a rabbonirli. Si prova  a riprendere con gli inni nazionali. Il ritardo supera la mezz'ora. Viene fatto un minuto di silenzio per ricordare i soldati italiani morti in Afghanistan. Poi l'arbitro scozzese da il fischio d'inizio. Alcuni brutti falli dei giocatori serbi, un fallo, da rigore, su Pazzini, non fischiato e i bengala tornano a volare. Il portiere Azzurro Viviani, si dirige verso il centro del campo intenzionato a non proseguire. Dietro alle sue spalle sono ospitati i tifosi serbi che hanno ripreso a lanciare i fumogeni verso i settori occupati dai tifosi italiani  e dentro il perimetro di gioco. L'arbitro sospende l'incontro. Le delegazioni delle due nazionali e il delegato Uefa si riuniscono per discutere. I serbi sanno che con la sospensione della partita rischiano, a termine di regolamento, una sconfitta tre a zero a tavolino e  sanzioni anche più gravi. Le condizioni per giocare in sicurezza però non ci sono. La partita è ufficialmente sospesa. Gli ultras hanno raggiunto il loro scopo.


A noi resta il gusto amaro della sconfitta.


 

domenica 29 giugno 2008

Spagna - Germania 1-0

tra sfide e conferme


I tedeschi scherzano, gli iberici sono seri. Scendono in
campo, gli inni, le strette di mano poi si inizia. Per un attimo viene
inquadrata la coppa, è decorata con fiocchi gialli e rossi. Un segno?


La partita scorre veloce, emozionante come poche
volte riescono a esserlo le finali.

La Spagna

,
pericolosa incantatrice, si presenta spesso davanti al portiere avversario.

La Germania

, più esperta,
non riesce a venire a capo del gioco, subisce,  rendendosi
pericolosa solo con  Ballack, recuperato in extremis.


Torres porta in vantaggio i suoi al ’33.  I primi
minuti della ripresa ripropongono una Germania pimpante.  E’ solo un fuoco
di paglia. Gli uomini di Aragones riprendono in mano la partita.


Vince

la Spagna.


Sono  trascorsi 44 anni dal suo ultimo successo
europeo . E’ sfatato il mito di Zapatero porta sfortuna. Nonostante i timori di
Aragonez., neppure la divisa gialla, sfoggiata contro i russi, è riuscita
a  fermarli.  Nel mezzo del cammin europeo pure il tabù Italia è
stato superato. Piedi buoni e giovane età fanno della Spagna una squadra
pericolosa e bella da vedere. Torres propone già il prossimo obiettivo:
appuntamento in Sudafrica. Il saggio Aragones non sarà alla guida.


Fallisce la cancelliera Angela Merkel nel ruolo di
portafortuna. Alla Germania tocca segnarsi il 29 giugno come data no, sperando
di non incocciarci più. Risale al 29 giugno 1986 la sconfitta in finale con
l’Argentina.


La premiazione vede schierati i primi ministri dei due
paesi, i reali di Spagna. Platini  da buon padrone di casa dispensa
complimenti e pacche sulle spalle ai giocatori che sfilano davanti a lui.


L’ultima immagine è Ikes Casillas che solleva la coppa in
mezzo ai compagni di squadra. Classica e emozionante. Il coronamento di un
sogno.


 

domenica 22 giugno 2008

Si ferma il sogno azzurro

Italia – Spagna 2-4

Siamo fuori, scriverlo brucia.


Dopo 120’ minuti vissuti con emozioni
contrastanti si è aperta la lotteria dei rigori. Per l’Italia una cosa nota, un
gradino su cui più volte è inciampata. Sbagliano De Rossi e Di Natale, inutile
la parata di Buffon su  Guiza.


Ci si era aggrappati alle
statistiche, alla storia, tutto pur di spingere avanti le buone speranze dell’Italia
che non perdeva con la Spagna, in competizioni ufficiali, da 88 anni. Non è bastato. In campo si è capito
subito che non sarebbe stata una partita facile. Le furie rosse sono una
squadra talentuosa e giovane. Difendersi prima di tutto, poi a mezza voce il contropiede.
In una partita dura si esalta la
difesa che ha in Chiellini  il suo baluardo più sicuro manca però il resto
della squadra. Brilla Cassano per giocate e qualità, Camoranesi per le idee e poco
altro. Troppo impegnati a difendesi, gli azzurri, faticano a imbastire azioni,  le occasioni più evidenti sono capitate sui piedi di Camoranesi e sulla testa di
Di Natale, bravo Casillas nel parare. Agli spagnoli è stato negato un rigore.


Perrotta e Aquilani sembravano smarrirsi nel centrocampo, le
fasce non sono state sfruttate, l’attacco è risultato assente ingiustificato. Toni l’imbambolato ha dormito
sonni tranquilli, forse pensava di risvegliarsi nella quinta partita, non ne ha
avuto l’occasione. Hanno
pesato le assenze di Gattuso e soprattutto Pirlo, senza contare le
responsabilità di Donadoni: formazione,  correzioni, la lista dei rigoristi lasciano più di un dubbio. Rimane l’amaro in
bocca.


In bocca al lupo alla Spagna, ha meritato la qualificazione

sabato 21 giugno 2008

Tuchia - Croazia 4-2


L'attimo
è fuggito
 


La
Croazia

segna al 119’ minuto. Sembra pronta la festa.
Klasnic, autore del goal,  ha subito il trapiantato di reni. Quindi anche
fiaba a lieto fine. Un minuto più recupero. Dopo 140 secondi  Senturk,
circondato da 3 giocatori croati, riesce a dare la zampata vincente, il pallone
parte e la sua parabola finisce in rete. Incredulità, gioia e disperazione.
Nello stesso stadio, tutti insieme. Il CT croato si lamenta per non aver potuto
fare  la sostituzione, per il tempo che gli sembra fosse già
scaduto.  Il gioco non riprende, fischio finale. Rigori: agognati,
famigerati, volubili. Buoni per scrivere la parola fine. A quel punto si
potrebbe fermare il tempo, il risultato è già scritto sui volti dei giocatori.
Non serve una particolare abilità per leggerlo. Dallo scambio di botte
psicologiche consumato negli ultimi minuti



la
Croazia

ne esce distesa sull’erba con le mani in testa, lo
sguardo rivolto al cielo, un come è potuto succedere a rapire i suoi
pensieri. Non sembrano avere la forza per pensare a chi dovrà tirare i rigori,
alle strategie, alla concentrazione necessario per l’impresa. Restano lì
sconsolati, privi di energie, già consapevoli di come andrà a finire e incapaci
di opporsi. I turchi, i turchi. Ormai sembra si siano specializzati. Gli ultimi
minuti sono cosa loro. Prima il goal della vittoria con

la Svizzera

, poi il
risultato ribaltato con i Cechi, infine ieri. Neppure il tempo di pensare che
la sconfitta dista un paio di minuti. Subito in avanti, subito concreti. Quei
minuti ci sono, nulla è ancora deciso. Prima il goal, la gioia, il fischio
finale poi intorno al loro CT grintosi, attenti a non perdere una parola. E’
tutto ancora in gioco e loro vogliono esserci, senza rimpianti. Consapevoli del
loro vantaggio.


Croati e turchi si danno il cambio sul dischetto
del rigore. I blu sembrano voler finire in fretta, il dolore è troppo grande,
il risultato già scritto. Un paio di tiri fuori e uno parato dal portiere
avversario pongono fine alla questione. Sui loro volti c’è spazio solo per la
rassegnazione.


I rossi sono allegri, si giocano una
semifinale di europeo però si mostrano sicuri, tranquilli. Dischetto – palla -
goal. Regolare, quasi scontato. Così hanno vinto e i giornalisti li hanno
ribattezzati: variabile impazzita di questo europeo. Avanti il prossimo. Tocca
alla Germania. Occhio agli ultimi minuti, non si concedono sconti.


martedì 17 giugno 2008

Zurigo si veste d'azzurro

Italia - Francia 2  a 0


 
Bravi ragazzi! Bella partita, al di là
del risultato, gli azzurri hanno creato occasioni, si sono mostrati attenti in
difesa, hanno creduto nell’impresa  e sono stati premiati.


Gli olandesi si sono comportati
correttamente e hanno dimostrato la loro forza, pur con 9 nuovi giocatori in
campo hanno battuto la Romania. Sono  state spese molte parole a sproposito nei
giorni scorsi.  Ma partiamo dall'inizio...


Zurigo - Cielo grigio, campo scivoloso,
arcobaleno. Le squadre entrano in campo consapevoli che non basta vincere.
Tensione, grinta, 90 minuti e poi si saprà. Gli azzurri partono motivati, di
Toni la prima grande occasione non sfruttata. Ribery deve lasciare il campo al ‘9
per infortunio. Intorno al ’25 la svolta: Toni in area viene atterrato, l’arbitro
assegna un rigore all’Italia e lascia i bleu in 10. Pirlo è incaricato del tiro.
Buffon ha un asciugamano sulla faccia, voltato, infila le dita nella rete. Io
abbasso gli occhi e poi arriva il GOAL gioioso, atteso, sullo spalto si
scatenano i tifosi italiani. Cassano li invita a farsi sentire. A  Berna olandesi e rumeni sono fermi  sullo zero a zero. Il primo tempo prosegue con
gli azzurri che si presentano spesso davanti alla porta avversaria ma non
riescono a mettere al sicuro il risultano. Si ha l’impressione che giocavano
meglio quando erano in parità numerica. La ripresa  riprende con un certo equilibrio, gli azzurri danno
l’impressione di affidarsi allo scorrere dei minuti, subiscono un po’ di
pressione, attendono notizie. Il goal olandese al ’10 minuto rimbalza dagli
spalti al campo accolto con entusiasmo. E’ un momento cruciale, tutto sembra
girare per il verso giusto però si deve fare i conti con la paura che un errore
possa vanificare tutto così al ’62 la rete di De Rossi viene accolta come un
sollievo, una gioia inaspettata e rassicurante. Si torna a giocare, gli azzurri
creano occasioni, Cassano distribuisce palloni,  Toni non finalizza, Buffon ha modo di lasciare il segno con una bella parata su
Benzema. Gli azzurri tengono alta l’attenzione per tutti i ’90 minuti, marcano,
dribblano, si proiettano in avanti fino all’ultimo quando Toni scheggia la
traversa


Il fischio finale coincide con l’inizio
dei festeggiamenti. L’Italia passa il turno, il prossimo avversario è la Spagna, domenica prossima,
dovrà affrontarla senza Pirlo e Gattuso.

venerdì 13 giugno 2008

Italia con i piedi nel limbo

tra coloro che stan sospesi alla ricerca di un sogno


E’ uno strano europeo, non fortunato,
dubbioso, incerto, a tratti ingiusto.


L'Italia pareggia con la Romania dopo aver rischiato più volte di
precipitare all'inferno. L'arbitro annulla una rete regolare di Toni. Buffon para un rigore.


Partiamo dall'inizio. La formazione  azzurra è parzialmente rivoluzionata,
scendono in campo: Buffon - Zambrotta Chiellini Panucci Grosso - De Rossi Pirlo
Perrotta - Camoranesi Del Piero Toni.


I giocatori mostrano di non avere fretta, giocano,
ragionano, affrontano la ragnatela rumena, cercando di portarsi in prossimità
della porta. Alla distanza gli avversari emergono con un paio di nitide occasioni
sventate da Buffon e dal palo. I nostri più talentuosi, vogliosi di far bene,
si producono in una manovra piuttosto macchinosa che tarda a dare frutti e
rischia di cadere nel prevedibile. Toni, il fulcro dell'attacco, riceve
tanti palloni e commette diversi errori. Cresce il suo debito nei confronti
della nazionale. Si accettano pagamenti in reti sonanti.


A inizio secondo  tempo  Mutu,
su  passaggio dello sfortunato Zambrotta, segna. Sorpresa e sconforto azzurri
durano un minuto o poco più. Nervi saldi, si spingono in avanti a riportare  le  cose a posto, ci pensa Panucci.  1 a 1   palla al centro.


Inizia il valzer delle sostituzioni:   Cassano  per Perrotta   Quagliarella  per  Del Piero  Ambrosini  per Camoranesi.


Al '82  l'arbitro fischia un rigore a favore dei rumeni. Mille pensieri si affollano in testa, insieme a scaramanzie,  preoccupazione, al c'era o non c'era di rito.  Mutu sul dischetto e Buffon tra i pali. L'arbitro fischia. Gigi è bravo, grandioso nel far sembrare la porta piccola, ostile. Para e l'emozione è forte, un sospiro di sollievo, una speranza, le lacrime dell'attaccante per l'occasione perduta. Tutto insieme. Si continua con un occhio al cronometro e la voglia dei tre punti, premio e partenza per nuovi traguardi.


Il fischio dell'arbitro sancisce un nulla di fatto: 1 a 1.
Visto il match, il bicchiere è a metà, tutto dipenderà da martedì.


Partita buona per carattere e impegno. Non grandiosa. Rileva la forma imperfetta degli azzurri. I vorrei ma non riesco. Bella l'intesa del gruppo. Pesante l'errore dell'arbitro.



Buffon grande punto di
riferimento per i compagni.  Del Piero ha giocato una buona partita in un
ruolo non facile.
La mia ammirazione va a Fabio Grosso, latore di bei ricordi e
di una partita generosa,immensa, bella, proprio, una di quelle partite che ti
riappacificano con il calcio.