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lunedì 18 giugno 2012

Biscottificio azzurro

Ora che l'Italia ha passato il turno possiamo dirlo, a volte riusciamo  a essere ridicoli. Lo sponsor 6a00d83451ca6769e20163065acc28970d-120wiSharp  chiede "Quanto sono emotivi gli italiani?"  Troppo.  Emotivi, complottisti incapaci  di fare autocritica e di comprendere quando è meglio tacere.  I giocatori azzurri non avevano ancora finito la doccia dopo il match pareggiato con la Croazia e già i giornalisti   vaticinavano un possibile biscotto fabbricato da  Spagna e Croazia. Si dava per scontata la vittoria con l'Irlanda -  questa sera abbiamo visto quanto il risultato è stato  incerto fino al novantesimo - lamentando che poteva non bastare per passare il turno. Suona stonato accusare gli altri di pratiche che, stando all'indagine sul calcio scommesse, in Italia sembrano pratica comune quanto indigesta. Non si può guardare la pagliuzza nell'occhio del vicino se non si riesce a riconoscere la trave nel proprio.


Gli Azzurri sono abituati  a dar via le chiavi del proprio destino, aspettare che un'altra squadra (vedi Spagna) faccia il proprio dovere, vincendo anche quando non le è strettamente necessario (in bilico era il primo posto del girone),  per poter guardare avanti e sperare nel futuro. Il tiriamo a campare non è una mentalità da grande squadra.

domenica 10 giugno 2012

Italia, un buon inizio

Euro-2012-logoLo scandalo scommesse,  gli infortuni, i dubbi sull'assetto, la disastrosa amichevole contro la Russia ancora negli occhi.  Per gli azzurri l'Europeo parte  in salita, hanno di fronte i campioni in carica d'Europa e del Mondo. Le furie rosse che però sono riuscite a battere l'Italia,  in passato,  solo ai rigori. 


Fischio d'inizio e l'Italia da l'impressione di essere solida, si propone in avanti. Giaccherini dimostra di non essere intimidito dall'esordio in una grande competizione. De Rossi si pone al centro della difesa con sicurezza, spazza via palloni e contribuisce a creare gioco. Passano i minuti e le buoni impressioni trovano conferma in un buon gioco che si spegne davanti a Casillas. I veri problemi per l'Italia sono in avanti, Cassano non è incisivo, Balottelli nervoso e poco concreto spreca una grande incredibile occasione a inizio secondo tempo.


Il pensiero molesto nel primo tempo è "ci lasceranno sfogare e poi  ci schiacceranno" però  i  minuti passano e gli azzurri continuano a praticare un gioco discreto. Un paio di pericoli per l'Italia, spesso impegnata in difesa, ma nulla di trascendentale.  Il secondo tempo  continua su questa linea. Balottelli viene sostituito da Di Natale che dopo 4 minuti su passaggio di Pirlo supera Casillas. Un goal liberazione meraviglioso ma dopo quattro minuti si torna sulla terra con il pareggio siglato da Fabregas. Entra  Giovinco al posto di Cassano e si dimostra efficace. Partita aperta, paura e coraggio si mescolano nel gioco, nelle occasioni costruite  e sventate fino al novantesimo più tre di recupero.  Finisce 1 a 1.


Bravo il CT Prandelli a  fare le giuste  correzioni in avanti e motivare i giocatori.


Prossimo avversario la Croazia.

giovedì 24 giugno 2010

Capitani Coraggiosi

 

Cannavaro
FABIO CANNAVARO

Azzurri, tutti a casa

Paraguay, Nuova Zelanda, Slovacchia. Sembrava una passeggiata. Non per
la posta in gioco, la 
qualificazione agli ottavi, quanto per il passo dei giocatori azzurri
in campo. Sempre sotto di un goal,  più lenti, sfilacciati, distratti
degli avversari. Se nella prima partita potè l'orgoglio, nel costruire
speranza,  poi  una precaria condizione fisica, la sciatteria, la
mancanza di idee hanno avuto la meglio. (continua qui)

(foto tratta da
www.gazzetta.it)

Azzurri, tutti a casa

ITALIA - SLOVACCHIA  2-3

Paraguay, Nuova Zelanda, Slovacchia. Sembrava una passeggiata. Non per la posta in gioco, la
1208714734 qualificazione agli ottavi, quanto per il passo dei giocatori azzurri in campo. Sempre sotto di un goal,  più lenti, sfilacciati, distratti degli avversari. Se nella prima partita potè l'orgoglio, nel costruire speranza,  poi  una precaria condizione fisica, la sciatteria, la mancanza di idee hanno avuto la meglio.

L'Italia ha camminato, spossata, per più di un'ora, lasciando che la Slovacchia, alla prima esperienza mondiale, la sovrastasse  per gioco, tecnica e condizione fisica. Il goal di Vittek al '25 del primo tempo non generava reazioni. Gli azzurri continuavano a subire, esibendosi un'abulica calma piatta, privi di personalità e mordente. Nel secondo tempo gli ingressi di Maggio e soprattutto di Quagliarella e Pirlo, contribuivano a migliorare la situazione. Pirlo era l'unico ad avere visione di gioco e capacità di smistare i palloni. Quagliarella, volenteroso, si faceva avanti tentando di rendersi pericoloso. Serviva il secondo  goal slovacco per scatenare un tentativo di reazione. Il goal di Di Natale riaccendeva le speranze, il terzo goal slovacco le affossava. Quagliarella segnava il secondo, inutile, bel goal. 

Il forcing finale, la possibilità di agguantare la qualificazione con un pareggio, sono forme sottili di tortura, illusioni che hanno reso più amaro il risveglio.

Il Ct azzurro in conferenza stampa esordisce assumendosi l'intera responsablità di quanto accaduto, afferma  di non aver saputo preparare la squadra nel modo giusto, una squadra scesa in campo "con il terrore, nella testa, nelle gambe, nel cuore". Lippi non ha spiegato le scelte tecniche. Anche questa è tattica e non attenua le responsabilità dei  giocatori azzurri che sembravano essere lì per caso. Privi di volontà e di forma, bambini irrisolti che prima
allontanano la qualificazione per poi tentare di riacciuffarla.

L'Italia esce senza scusanti. Al primo turno, come nel 1974. Non essere capace di vincere, e
convincere, contro nessuno, serve a spiegare il ritorno a casa,
l'ultimo posto nel girone, la vergogna.

domenica 20 giugno 2010

Azzurri, All Whites, occasioni e delusione

Italia - Nuova Zelanda 1 - 1 

La Nuova Zelanda peggiore squadra del Mondiale, qualificata a Sudafrica 2010 solo perchè l'1208714734Australia ha 
 giocato nel girone asiatico. Serve la goleada, il Paraguay ha vinto 2 a 0 con la Slovacchia. Meglio essere primi o secondi del girone?  I discorsi del pre-partita sono stati accantonati in fretta. Lippi ha schierato la stessa squadra che è scesa in campo, nel secondo tempo, contro il Paraguay. I neozelandesi vanno giù pesante con i gomiti e l'arbitro, che alla vigilia era stato definito uno dal cartellino facile sembra piuttosto accomodante. Al '7 minuto gli All whites passano in vantaggio. Bello il cross, Cannavaro provvidenzialmente in mezzo serve da appoggio, Smeltz, in fuorigioco,  mette dentro la palla. 

Gli azzurri provano a reagire, invischiati nell'ennesima partita in salita. Sembrano meno convinti, ancora più in difficolta nell'arrivare davanti al portiere avversario.  Al '28 De Rossi coglie l'occasione, Nelson gli tira la maglia e lui cade, in  area. Rigore. Iaquinta si avventa sul pallone dicendo che vuole pensarci lui e così è. Dopo una lunga attesa, l'arbitro da il via. Iaquinta spiazza il portiere e segna: 1 a 1  Gli azzurri festeggiano imitando, nei gesti, le ormai celebri Vuvuzelas.

Ci sarebItalia_32_672-458_resizebe spazio per fare molte cose però il tabellino resta fermo e rallentano anche le speranze azzurre. Tra il primo e il secondo tempo le sostituzioni Pepe e Gilardino sostituiti da Camoranesi e Di Natale, al '61 Pazzini prende il posto di Marchisio.

Per provare a riassumere questa partita mi viene in mente un episodio. Metà del primo tempo, l'Italia è ancora in svantaggio, Montolivo tira dalla distanza. Il pallone attraversa l'area, colpisce il palo destro, internamente, la porta trema, il pallone potrebbe entrare invece, inesorabile, corre lungo la linea di porta per poi scivolare a lato. 

E' un match condito di attese, vorrei ma non posso, sfortuna e scelte sbagliate. Insomma una partita da dimenticare   o meglio da studiare per evitare di ripetere gli stessi errori. Marchisio non  è un trequartista, non è un  centrocampista esterno, se lo si facesse giorcare nel suo ruolo forse giocherebbe meglio e sicuramente non avrebbe scusanti. Nel calcio non valgono le dinamiche del gioco del lotto, non si può trattere un giocatore che non segna da mesi (ogni riferiferimento a Gilardino è puramente intenzionale) come un numero ritardario e piazzarlo in campo pensando di riscuotere. Con tutta la stima per l'attaccante viola proverei altre soluzioni. Pazzini, per esempio, confidando in un pronto ritorno di Pirlo magicamente in forma spaziale.

Non è tempo di discutere su chi è rimasto a casa. E' ingeroso e poco reddittizio. Gli azzurri sono in Sudafrica e speriamo che ci dimostrino di essere la scelta giusta, gli unici capaci di portare avanti il sogno.

(immagine tratta dal sito www.gazzetta.it)

Gli Azzurri, la rai e la partita oscurata.

Vivo in Piemonte e ho toccato con mano la "beffa mondiale". Dal 43' minuto del primo tempo di Italia-Nuova Zelanda è sparito il segnale. E' tornato una decina di minuti dopo la fine della partita, In tempo per se1208714734ntire il giornalista Marco Mazzocchi che, su rai1, diceva "Non vi siete persi molto".  Una battuta mal riuscita che non serve a lenire la delusione, per il risultato degli azzurri e per l'impossibilità di seguirli, sostenerli, vivere la partita fino al '90.

La rai  stà fornendo un pessimo servizio. Trasmette una sola partita al giorno, il resto è su sky. Gli spazi dedicati al mondiale sono riempiti dagli interventi di opinionisti, veline, giornalisti che si dedicano a un vuoto chiacchiericcio e a classifiche del tipo: il più bello e il più brutto tra i giocatori che sono scesi in campo. E' avvilente seguire questo tipo di trasmissioni.