"...è - filosoficamente - lo scoprire una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un'altra..."
sabato 1 marzo 2014
A proposito di Davis
lunedì 27 maggio 2013
Il Grande Gatsby
giovedì 27 dicembre 2012
Le chiavi
Questo racconto ha partecipato al concorso indetto da La Stampa "Rivesti l'eroe"
Una mattina rientravo a casa dopo
aver fatto la spesa. Tenevo il sacchetto appoggiato alla spalla sinistra mentre
facevo scorrere le chiavi tra le dita
fino a individuare quella che apriva il
portone. La trovai quasi subito, dopo averla girata nella toppa un paio di
volte feci ruotare il pomello ed entrai.
Erano le nove del mattino e la
mia vicina di casa camminava avanti e indietro davanti all’ingresso del mio
appartamento. Lei era naturalmente
sofisticata nel suo tubino nero in un tessuto morbido che su di lei scivolava
dolcemente, il collo era avvolto da una collana di perle, la testa coperta da
un cappello ampio ornato di un nastro di seta chiaro, i piedi elevati da un
paio di scarpe dal tacco sottile. Pensai che non riusciva ad essere fuori posto
nemmeno con quel abbigliamento da festa
in società.
Appoggiava le labbra sulla
stanghetta degli occhiali da sole e si guardava intorno come alla ricerca di
qualcosa. Mi feci avanti.
-Buongiorno, aspetta me?- lei mi guardò sorpresa e sbottò in un – Lei?
No, in verità non aspetto nessuno.
Rimasi un po’ deluso ma non lo
diedi a vedere.
-Signorina, dovrebbe spostarsi.
Vorrei entrare nel mio appartamento.
-Il suo…ah, si il suo
appartamento. Anche io vorrei entrare nel mio. Ma proprio non ricordo dove ho
messo le chiavi. Ieri sera quando sono uscita le ho infilate nella borsetta
come al solito però adesso non ci sono più.
Le sorrisi in un moto di
comprensione.
- Sono cose che capitano vedrà
che presto le ritroverà. Io sono Paul Varjak. - dissi stringendole la mano.
-Varjak? – mi fissò perplessa.
-Si, Paul Varjak - ripetei più
lentamente - il suo nuovo vicino.
-Ah, si. Piacere, gli amici mi
chiamano Holly – disse la donna mentre il suo volto si apriva in un sorriso.
Non potevo abbandonarla sul
pianerottolo.
-Venga dentro, le preparò un
caffé. E’ miracoloso nel far ritrovare le cose.
-Davvero? – fece lei seguendomi
in casa.
(il racconto è ispirato a un brano di Colazione da Tiffany)
martedì 15 maggio 2012
Dark Shadows
Sono andata al cinema a vedere Dark Shadows, l'ultimo film diretto da Tim Burton, che ha per protagonista l'affascinante vampiro Johnny Depp alias Barnabas Collins. In più di un'occasione ho pensato a questo quadro:
(Autore Caspar David Friedrich Titolo Viandante sul mare di nebbia - 1818)
l'immagine affiorava nitida nella mia memoria però non ricordavo il titolo, l'autore. Era stato utilizzato per la copertina di un romanzo. Ho provato a cercare su google, digitando: "uomo appoggiato a un bastone davanti al mare in tempesta". L'ho trovato. Mi sembra un'immagine così forte, ricca di suggestioni. Un uomo dinanzi alla tempesta, il volto celato, in attesa o smarrito in una riflessione. Lo sconforto, il rimestare dei ricordi. Più storie si intrecciano in questa immagine. E' Barnabas Collins l'uomo del ritratto? Io ne ho avuto l'impressione.
mercoledì 11 aprile 2012
Hugo Cabret
Meraviglioso, evocativo e affascinante. Di che materia sono fatti i sogni? Forse di celluloide, lo stesso materiale che, sciolto, è usato per produrre i tacchi delle scarpe.
domenica 8 gennaio 2012
Sherlock Holmes - Gioco di ombre
E' il secondo capitolo della serie, in testa agli incassi nelle festività natalizie. Si avvale di due interpreti di valore. Robert Downey Jr e Jude Law appaiono ispirati e vestono alla perfezione i panni dell'investigatore e del suo aiutante/spalla eppure il film non mi ha convinto. Ho l'impressione non siano riusciti a sfruttare appieno il potenziale che avevano a disposizione.
1891. Una serie di attentati incrina le relazioni tra le nazioni europee. Un uomo insospettabile sembra pronto ad approfittare della situazione. Sherlock seguendo Irene Adler si trova a intralciare il piano del suo peggior nemico, il professor Moriarty. Irene Adler pedina inconsapevole viene eliminata dalla scena e Holmes ha un motivo in più per tentare di fermare il temibile professore. Può contare sull'aiuto del fido Dottor Watson, costretto a rinunciare alla sua luna di miele, sul fratello Mycroft, in eterna competizione, e su Madame Simza, una cartomante alla ricerca del fratello coinvolto nel progetto ordito da Moriarty, nonché sulle sue indiscusse doti investigative. L'inseguimento si fa serrato da Parigi alla la Germania e infine in Svizzera presso le cascate Reichenbach, luogo scelto per l'incontro dei rappresentanti della diplomazia europea. Una mossa sbagliata e sarà guerra. Holmes lo sa, fronteggia Moriarty su una scacchiera. Dispiega con maestria le fila di un'indagine a tratti oscura. Non gli resta che un gesto estremo per mettere al sicuro il risultato. Il film si chiude con il dottor Watson che, a Londra, scrive il resoconto di quest ultima (?) avventura.
Bella la colonna sonora, i titoli di coda, i costumi. Il metodo deduttivo che solitamente caratterizza il celebre investigatore è stato messo in ombra in questo film d'azione. Incomprensibile la scelta di eliminare fin dai primi minuti il personaggio di Irene Adler, incantevole motivo di confusione per Holmes, capace di vivacizzare il racconto, si sente la sua mancanza. Madame Simza non sembra in grado di sostituirla.
Sherlock Holmes a Game of Shadows
Regista: Guy Ritchie Interpreti: Robert Downey Jr., Jude Law, Noomi Rapace, Jared Harris, Stephen Fry, Rachel Mc Adams.
sabato 7 gennaio 2012
Dieci Inverni
Camilla e Silvestro sono le metà di un'unica mela. Faticano a fidarsi l'una dell'altro, non riescono a costruire un momento giusto che valga per entrambi, dubitano, si ritraggono per riunirsi a distanza di dieci anni dal loro primo incontro. Dieci Inverni è una storia d'amore vissuta per immagini, dieci momenti nella vita di due ragazzi che vanno a studiare a Venezia. Nella laguna argentata, luminosa e nascosta, consumano la loro conoscenza, il loro dirsi arrivederci e forse addio.
Camilla per approfondire lo studio del teatro russo va a Mosca e lì si stabilisce per un paio d'anni, poi torna a Venezia per laurearsi e curare le ferite di una relazione conclusa con un regista russo. Silvestro l'accoglie, la distrae, ricade nell'attrazione che prova nei confronti della ragazza per poi allontarsi pensando che Camilla non ha chiuso con il suo passato. Un incontro fuggevole al mercato. Il matrimonio di una comune amica celebrato in Russia, rivelazioni, il peso di occasioni perdute e destini che sembrano già scritti. La crisi di Camilla alle prese con una figlia e una relazione naufragata, Silvestro che prova a starle vicino e fugge spaventato dalle conseguenze. Due anime che corrono in direzioni contrarie. Infine l'asta della casa che hanno condiviso da studenti li vede tentare la sorte e far pace con il loro amore.
Dieci Inverni
Regista: Valerio Mieli. Interpreti: Isabella Ragonese, Michele Riondino, Glen Blackhall, Sergej Zigunov, Sergej Nikonenko, Ljuba Zaiceva.
lunedì 2 gennaio 2012
Midnight in Paris
Un'auto d'epoca arranca in salita. Allo scoccare della mezzanotte, un uomo in frack, si sporge dal finestrino e richiama Gill invitandolo a salire. L'uomo, americano, con il mito della Parigi degli anni ruggenti, sceneggiatore, in cerca di ispirazione letteraria, accetta titubante. L'auto riparte accompagnandolo nel mito. Scott, Zelda, Ernest, Gertrud, Salvador, Pablo brillano nella Parigi degli anni venti. Insieme a loro Gill scopre un mondo che aveva conosciuto solo attraverso i libri e ne rimane affascinato. Conosce Adriana, già amante di Picasso e Modigliani e si sente attratto da lei. Di notte viaggiatore, di giorno turista insoddisfatto. Insieme alla fidanzata Ines, gira per musei, parchi, negozi dovendo sopportare la pedanteria di un professore amico di lei e due futuri suoceri che apprezzano di Gill solo il denaro. Emergono le fragilità, i diversi desideri della coppia che non sembra condividere nulla neppure la passione per la pioggia parigina. La linea del tempo intanto si contorce come un'onda che gioca ad avvicinare e dividere. Gill prova a guardare dentro di sè e in quel mito del passato che si riflette come uno specchio nell'esistenza di molte persone. Forse è il momento di fare qualche cambiamento...
Regista: Woody Allen Interpreti: Owen Wilson, Rachel McAdams, Marion Cotillard, Kathy Bates, Michael Sheen, Leà Seydoux, Carla Bruni (nel ruolo improbabile di una guida turistica nel museo di Rodin)
lunedì 4 aprile 2011
Il cigno nero
Nina (Natalie Portman) è una fragile e ambiziosa ballerina. Le viene offerta l'occasione della vita, interpretare, come prima ballerina, Il Lago dei Cigni. Può diventare l'etoile della compagnia di danza ma prima deve scontrarsi con la necessità di interpretare due figure agli antipodi, la pura Odette e la sensuale Odille, accumunate dal desiderio di conquistare il principe Sigfried. Nina vive con la madre, ex ballerina, che le rinfaccia di aver interrotto la carriera per causa sua. E' attratta dal coreografo (Vincent Cassel) che l'ha scelta e, indifferente alla sua fragilità, la tiene sulla corda sperando di ricavarne l'esibizione perfetta, necessaria per garantire il successo della compagnia. Su Nina incombe l'ombra dell'ex prima ballerina (Winona Ryder), costretta, suo malgrado, al ritiro. Ammirata e temuta, quasi come un sinistro presagio. Nina sembra incapace di interpretare Odille. L'incontro con Lily, ballerina, rivale, passionale e istintiva quanto lei è precisa e controllata, un alter ego che la attrae e la sconvolge, segna per lei l'inizio di un viaggio dentro di sè che la porta a far emergere un suo lato oscuro e quando il successo sembra arriderle....
Ho avuto l'impressione di assistere a una fiera campionaria degli stereotipi, delle fobie e delle perversioni con cui si usa dipingere il mondo della danza. La madre frustrata, la figlia cresciuta sotto una campana di vetro, le compagne di ballo arriviste, l'opposto che attrae e inquieta come il riflesso deformato di uno specchio, il coreografo opportunista e senza scrupoli, la stella destinata a un rapido declino, il tutto condito con metafore a volte truculente.
L'interpretazione è valsa, alla Portman, il premio oscar. Ora si contende con la controfigura il merito dei pezzi ballati.
La danza, un'ossessione distruttiva? Mi sembra una visione un po' limitata.
giovedì 31 marzo 2011
Ben Affleck ha sposato Miss Marple
Miss Marple, la dolce vecchietta, profonda conoscitrice dell'animo umano, avrà il volto di Jennifer Garner. L'attrice americana, produttrice del film, ha deciso di interpretare questo ruolo nonostante sia universalmente riconosciuta come troppo giovane rispetto al personaggio inventato da Agatha Christie.
A questo cambiamento, già di per notevole, sembra che si aggiungerà una nuova location. Niente più paesino di St Mary Mead, campionario ristretto di personalità a cui si può ricondurre il comportamento dell'intera umanità, niente pizzi old style, niente the delle cinque, sostituiti da una grande metropoli.
Chissà cosa ne penserebbe l'autrice. Le innovazioni sono un'ottima cosa e ancor più apprezzabili le idee originali; qui però si parla di stravolgimenti difficili da accettare per chi ha letto i libri, conosciuto una perspicace anziana signora e ora ha l'impressione di trovarsi dinanzi all'ennessima operazione commerciale.
Insomma prepariamoci a gustare un gelato panna e cioccolato privo della panna e del cioccolato.
Potete leggere qui la notizia.
(immagine tratta dal sito ciak Toscana)
martedì 25 gennaio 2011
Questa notte
Camminavo, il cielo sopra di me nitido e gelido sembrava una mappa da dispiegare. Non ho mai capito come fanno gli astronomi, il segreto mistero delle costellazioni eppure questa notte mi sembra di aver riconosciuto qualcosa. Chissà se è vero.
Una sovrana, seduta su un trono, è costretta a mostrarsi a testa in giù. Cassiopea, regina di Etiopia, condannata per troppa vanità.
Serendipity, il film, lui osserva incantano il braccio di lei, nelle efelidi che affiorano sulla pelle intravede una costellazione, prende un pennarello, traccia le linee che conducono a Cassiopea, le narra il suo mito, la conquista con quella piccola magia celeste ma devono ancora entrare in scena imprevisto e destino...
martedì 4 gennaio 2011
American Life
Burt e Verona sono una giovane coppia in attesa di un figlio. Vivono vicino ai genitori di lui, pensando di potersi appoggiare a loro. Quando questo appoggio viene a mancare, Burt e Verona si trovano senza punti di riferimento. In bilico tra l'arrendersi, dichiarandosi falliti, e la voglia di dare una svolta alla loro vita, decidono di partire. Hanno lavori precari che potrebbero svolgere in qualsiasi luogo. Programmano un viaggio che Verona disegna su carta e pinza alla giacca di Burt. Prevale il bisogno di dare forma alle cose. Phoenix, Tucson, Madison, Montreal e Miami sono le città che toccheranno, scelte, perchè li hanno un parente o un amico da rivedere. Incontrano persone, drammi, solitudini e nostalgie. A volte così dolorosi o irritanti da non lasciare indifferenti.
Burt e Verona sembrano marinai sbattuti in mezzo alla tempesta. Vedono, riflesso negli altri, ciò che vorrebbero essere. Colpisce come, pur sballottati, non si lascino spostare dalle onde. Puntano verso la loro meta con indomito coraggio anche se non la conoscono ancora. Forse il viaggio, attraverso l'America e dentro loro stessi, accompagnati dalla bambina che nascerà, impegnati nel non farle sentire il trambusto che la circonda, è l'unico modo per arrivare a destinazione, una casa metà conosciuta e metà sorpresa, capace di rappresentare un nuovo inizio.
martedì 14 dicembre 2010
Espiazione
I bambini ci guardano e, a volte, decidono il nostro destino. Estate del 1935. Briony Tallis ha tredici anni, una fervida fantasia e una commedia che non riesce a portare in scena.
La tragedia incombe. Fa caldo. In casa vengono ospitati i cugini del nord che devono distrarsi mentre i genitori si stanno separando. Leo, fratello maggiore di Briony, e un amico, magnate del cioccolato, stanno per arrivare. Robbie (James McAvoy), figlio della domestica, studente di medicina, e Cecilia (Keira Knightley), la sorella maggiore di Briony, si scrutano, si cercano, si amano. Briony li sorprende in un momento imbarazzante e interpreta male quanto le capita di vedere. Forse un pò per gelosia, forse a causa di una sfrenata fantasia, pensa che Robbie sia un maniaco. Quando, alla sera, sua cugina è vittima di violenza, Briony non ha un esitazione. E' Robbie il colpevole, un ragazzo che è cresciuto insieme a lei, il mostro.
Robbie viene condotto in prigione e condannato. Cecilia sa che è innocente, interrompe i rapporti con la sua famiglia, diventa infermiera e lo aspetta. Robbie per uscire prima di prigione accetta di arruolarsi nell'esercito. E' scoppiata la secondo guerra Mondiale. Il ragazzo incontra Cecilia, non sa più a cosa credere, l'amore consumato con lei, quattro anni prima, gli sembra irreale. La ragazza lo sprona ad avere fiducia nel loro legame, nella possibilità di un futuro. "Torna" gli dice in un ultimo bacio, prima di salire sull'autobus per tornare in ospedale. Un cottege bianco, in riva al mare, con le imposte blu è il sogno, il luogo, promesso, dove trascorrere insieme la sua prossima licenza.
A Dunkerque imperversa una feroce battaglia, Robbie è ferito e muore di setticemia, il primo giugno 1940, stringendo tra le dita la foto del cottege bianco. Il desiderio che ripete fino all'ultimo, in preda al deliderio, è: "Trovare Cecilia, amarla, sposarla e vivere senza vergogna."
Briony è cresciuta, ha diciotto anni, capisce di avere sbagliato ad accusare Robbie, vorrebbe chiarirsi con Cecilia ma le manca il coraggio. Ha lasciato Cambridge per rendersi utile facendo l'infermiera, prova a espiare così la sua colpa. Cecilia muore pochi mesi dopo, durante un bombardamento. A Briony non resta che il rimpianto per un errore non più recuperabile. Sente il bisogno di raccontare la sua storia, la mette su carta e poi la riscrive più volte incapace di costringerla alla durezza della vita reale. Riesce a concludere il romanzo quando è ormai anziana e sa che manca poco alla sua morte. Ha deciso di concludere il racconto con un atto di gentilezza che non le è stato possibile compiere, nella realtà, fa rincontrare Robbie e Cecilia e prova a dar loro la "giusta felicità".
Mi ha colpito il modo in cui l'acqua è diventata protagonista di alcune scene del film. Uno specchio, un nascondiglio, un'inconsapevole prova d'amore, un rifugio, un muro capace di infrangere sogni e speranze.
La spiaggia dove i soldati attendono di essere imbarcati per l'Inghilterra è un luogo estremo, ove i feriti si incrociato con i resti di un luna park, un film in bianco e nero racconta la sua poesia su un muro. Le notizie arrivano incerte, si beve e si attende. In un mondo venato di follia, l'unico rifugio sono i ricordi ed i progetti. L'oggi è una pagina da archiviare in fretta.
domenica 12 dicembre 2010
L'amore non va in vacanza
Due donne, reduci da disavventure sentimentali, decideno, nel periodo natalizio, di scambiarsi casa.
Le loro vite sono molto diverse, Amanda (Cameron Diaz) realizza trailer per il cinema e vive in una villa holliwoodiana a Los Angeles. Iris (Kate Winslet), giornalista al Daily Telegraph, abita in un piccolo, delizioso, cottage a quaranta minuti da Londra.
Amanda vive l'avventura come un colpo di testa. Arrivata nel cottage, sperduto nella campagna del Surrey, si sente sola al punto da progettare di ripartire il giorno seguente ma, nel cuore della notte, il bussare di un uomo alla porta, sconvolge i suoi piani. Graham (Jude Law), il fratello di Iris, ignaro dello scambio, ubriaco, pensava di trascorrere la notte ospite della sorella. Incontra una sconosciuta che lo incuriosisce e sorprende proponendogli di trascorrere la notte insieme. Una trasgressione senza conseguenze. Lui talmente ubriaco da non potersene ricordare, lei convinta di poter fare una pazzia. Non è così, il mattino non attenua i buoni ricordi e si separano con un pò di rimpianto. Amanda, arrivata in aereoporto, decide di non partire. Si reca al pub indicatole da Graham, lo incontra e si ubriaca al punto da non ricordare come ha trascorso la notte. Lui, gentiluomo, dice che hanno solo dormito dato che lei era incosciente. Giunti alla seconda notte insieme, Graham propone un pranzo per conoscersi meglio ma poi, abituato a dividere la vita in compartimenti stagni, tralascia alcune notizie fondamentali... Amanda confessa di aver sofferto la separazione dei genitori e di non piangere da quando aveva quindici anni. I giorni trascorrono veloci, il segreto di Graham viene alla luce, i due sono sempre più legati ed è quasi ora di ripartire.
Iris va a Los Angeles per dimenticare Jasper (Rufus Sewell). Un uomo che, sapendola innamorata, la tiene legata da tre anni trattandola come un rifugio, uno specchio che riflette la sua gloria e poco altro. Quando, alla festa in ufficio, viene data la notizia che Jasper si sta per sposare con un'altra, Iris decide che deve fare qualcosa per spezzare questo legame. A L.A. conosce un vecchio sceneggiatore, Arthur Abbott (Eli Wallach) che ha fatto la storia del cinema, lo ammira, diventa sua amica. Lui le consiglia di vedere alcuni film che dovrebbero aiutarla a ritrovare la fiducia in se stessa. Iris conosce anche Miles (Jack Black), creatore di colonne sonore, appassionato di cinema, impegnato in una relazione e attratto da lei. Spira uno strano vento a Los Angeles, tutto sempra possibile. Jasper cerca Iris, la fidanzata di Miles dopo averlo tradito prova a riconciliarsi con lui. Spazzate via le macerie dal cuore, Miles e Iris, con l'aiuto di Arthur possono avere un occasione.
Qesto mescolarsi di attori inglesi ed americani da vita a un film che corre su due binari, solo a tratti coincidenti, una commedia americana declinata per un verso alla maniera inglese per l'altro costruita con meccanisti Holliwoodiani. Il film, lungo 138 minuti, appare sbilanciato nel trattare le due storie dando più spazio ad Amanda e Graham. E' la storia che preferisco, per l'ambientazione inglese e perchè i due attori mi sembrano più affiatati. Iris e Miles hanno diviso la scena con Arthur e con la storia del cinema, un idea piacevole, che richiede più spazio di quello che le è stato concesso.
Film carino, adatto al periodo natalizio.
domenica 28 novembre 2010
Solo un padre
Ambientato a Torino, è un film crepuscolare. Carlo (Luca Argentero), dermatologo, è vedovo. Melissa (Claudia Pandolfi), la moglie, è morta di parto. Carlo è rimasto solo con la figlia Sofia. Lo aiutano i genitori e gli amici. L'uomo è completamento assorbito dal suo ruolo di padre, dal senso di colpa per non essere riuscito a salvare la moglie. Si scontra con la sua assenza e con gli oggetti, i ricordi di lei disseminati nella loro casa. Tutti sembrano sapere cosa deve fare, provano a distrarlo facendogli incontrare un'ex compagna di scuola, duramente colpita da delusioni d'amore, ma il tentativo di relazione non funziona. Carlo si dibatte come può nel quotidiano dubitando di poter affrontare la vita. E' sera, l'uomo e la figlia sono in macchina, la radio trasmette una canzone dei R.E.M. Everybody Hurts
Carlo ripensa a quando aveva diciotto anni, parla alla sua bambina, tutto gli sembrava possibile, non ha mai dovuto lottare per qualcosa, non ha mai sofferto, se avesse provato queste esperienze si chiede se sarebbe stato più pronto.
Camille(Diane Fleri), giovane ricercatrice francese, piomba nella sua vita come una folata di vento, capace di scompigliare le abitudini e rimettere in modo i sentimenti. Grazie a lei, Carlo riesce a far chiarezza in se stesso, guarda al passato con occhi diversi e può provare a ricominciare.
Nel film, colpisce il rapporto padre-figlia, la misurata commozione, la vulnerabilità di un uomo che si trova a essere improvvisamento solo, in balia delle onde, unico a poter difendere la sua bambina. Il tentativo di chi lo circonda di aiutarlo senza però essere in grado di capirlo, facendo emergere le sue fragilità, i suoi rimorsi. Tutti provano ad aiutarlo e tutti si sono fatti un'idea di quanto è accaduto, del legame tra marito e moglie, di cosa sta provando Carlo. La realtà è diversa però nessuno sembra capace di andare oltre l'apparenza, almeno fino a quando....
Film bello, struggente, consigliato..
Colonna sonora
"Per fare a meno di te
non so dove me ne andrò che cosa inventerò
Per fare a meno di te
Io no, non mi sveglierò non ti ricorderò
Quando guardo il cielo cerco te
Distrattamente guardo il cielo e cerco te
E mi sollevo..."
Giorgia
domenica 26 settembre 2010
Mangia prega ama
Elizabeth Gilbert ha un buon lavoro, una bella casa, un marito e una scatola ove ripone le informazioni riguado i luoghi che vuole vedere prima di morire. Non è felice. Sente che le manca qualcosa, divorzia, si imbarca in una tormentata storia d'amore infine, quando anche questa sembra naufragare, decide di partire per un viaggio intorno al mondo, si dà un anno di tempo per ritrovarsi, per costruire un nuovo equilibrio.
Tre capitoli schematici e piuttosto slegati rappresentano la maggior parte del film. Mangia Prega Ama. Italia India Indonesia. Corpo Spirito Cuore.
La prima tappa italiana è riservata al corpo ovvero al cibo, da consumare in libertà, con inquadrature degne della "Prova del Cuoco", stereotipi a gò gò e la sensazione di una Roma da cartolina, guasta, priva di significato.
In India Elizabeth si dedica alla preghiera, riflette sugli errori commessi, sulla capacità di perdonare e perdonarsi.
In Indonesia,a Bali, ritrova il Santone che le aveva predetto il suo percorso, tra divorzio, povertà, ricchezza e viaggio. Le viene chiesto di ricopiare dei documenti, conosce una donna divorziata che da sola deve crescere sua figlia, incontrando mille difficoltà. Liz conosce anche un uomo brasiliano (Javier Bardem) divorziato che per prima cosa prova a investirla e poi...
Il film è tratto dal romanzo omonimo di Elizabeth Gilbert che racconta l'esperienza da lei vissuta.
Sorprende il fatto che il film, pur essendo tratto da una storia vera, risulti finto, artefatto, poco coinvolgente. Si, le idee di fondo sono buone: aprirsi alla vita, al viaggio come trasformazione, non aver paura di lasciare tutto per cercare un proprio equilibrio, imparando da ogni persona che si incontra. Il film cade quando, per dimostrare la propria tesi, si contraddice avvalendosi di stereotipi, personaggi costruiti a tavolino, bidimendosionali poco compatibili con l'idea di autenticità che la pellicola sembra voler proporre. Conosciamo la superficialità con qui è stata trattata l'Italia, possiamo legittimamente chiederci se stessa sorte sia toccata anche all'India e a Bali. La pellicola è lunga 140 minuti, troppi per una storia nella quale si fatica a mettersi nei passi della protagonista, capire cosa pensa, il perchè di certe azioni e situazioni che vengono presentate come un asettico elenco, indifferente al cuore.
A un certo punto, verso la fine, Julia Roberts, alias Elizabeth Gilbert, assume l'espressione che aveva in "Se scappi ti sposo" sembra pronta alla grande fuga e... strappa un sorriso a una spettatrice sull'orlo del sonno.
mercoledì 23 giugno 2010
un frammento
Piove a dirotto. Le persone percorreno veloci il marciapiede riparandosi con grossi ombrelli scuri. Un uomo si volta, sorpreso, osserva una donna che gli va incontro. E' la stessa a cui ha dichiarato il suo amore, un attimo prima, in taxi. Una donna che pensa di non appartenere a nessuno e che nessuno le appartiene. Cerca Gatto, lo aveva abbondonato convinta che fossero accomunati dallo stesso destino. E' pentita, lo chiama, si addentra in un vicolo, tra i bidoni della spazzatura, le scatole di legno e la pioggia. Silenzio. Guarda l'uomo, incerta. Sente un miagolio, abbassa lo sguardo, lo vede, è intirizzito, rannicchiato in una scatola, lo raccoglie e infila nell'impermeabile. Grondano acqua. La donna si avvicina all'uomo e lo bacia. La pioggia continua a cadere.
martedì 6 aprile 2010
Mine vaganti
(un particolare)
Una donna cammina in una strada di campagna, sembra spinta
da un urgente bisogno. Lunghi capelli biondi le incorniciano il volto;
gli occhi azzurri, irrequieti, sono dighe sul punto di cedere. Indossa
un abito bianco e un velo ricamato, solleva i lembi dell'abito per facilitare i
suoi passi.
Si ferma, incerta, davanti a una costruzione in pietra,
semi diroccata. Sale le scale, apre la porta e incrocia lo sguardo di un uomo.
La stanza è in disordine, il letto sfatto, l’uomo sorpreso. La donna
solleva una pistola. E' sul punto di uccidere, uccidersi. Il metallo,
gelido, le sfiora la nuca, le dita accarezzano il grilletto. Lui la osserva
agghiacciato. Si riscuote, le va incontro, le toglie la pistola dalle mani. Sono uno di fronte all'altra, soli, tormentati, ormai persuasi di non avere più speranza. L’uomo indossa la giacca, annoda la
cravatta, prende per mano la donna e insieme escono dalla casa, scendono le
scale, ritornano al paese. Quel giorno la donna si sposa, con la morte nel
cuore e il sorriso sulle labbra.
il film
Italia, 2010, Commedia, durata
110’
Regia di Ferzan Ozpetek
Con Riccardo Scamarcio, Alessandro Preziosi, Carolina Crescentini, Nicole
Grimaudo, Elena Sofia Ricci, Daniele Pecci, Ennio Fantastichini, Lunetta
Savino, Ilaria Occhini, Bianca Nappi, Dario Bandiera
domenica 8 marzo 2009
Revolutionary Road
/* Style Definitions */
p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal
{mso-style-parent:"";
margin:0cm;
margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:12.0pt;
font-family:"Times New Roman";
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";}
@page Section1
{size:612.0pt 792.0pt;
margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm;
mso-header-margin:36.0pt;
mso-footer-margin:36.0pt;
mso-paper-source:0;}
div.Section1
{page:Section1;}
-->
l'incompiuta
Leonardo di Caprio, Kate Winslet
Regia Sam Mendes Gran Bretagna/USA 2008 119 minuti Trama
-America, anni '50 -
Frank e April . I loro sguardi si
incrociano a una festa. Li ritroviamo la sera in cui lei calca il palcoscenico 
di un piccolo
teatro, senza successo. Intuiamo poi che si sono sposati, April ha visto
vanificarsi il suo sogno di ragazza. Frank ha
assecondato la moglie, nelle aspirazioni artistiche, senza capirla fino in
fondo. Gli sembra di essere un bravo marito ma non accetta la frustrazione
della consorte, lo fa sentire messo in discussione, debole, lui che insegue il bisogno di non essere come suo padre.
La sera, mentre tornano a casa,
si consuma un feroce litigio. Si fermano ai bordi della strada e si lanciano in
recriminazioni, accuse, ferondosi senza toccarsi.
La vita ricomincia, Frank vive un avventura sul lavoro. April pensa che la felicità passi attraverso un viaggio in Francia, lei a lavorare, mantenendo la famiglia, Frank impegnato a scoprire se stesso. Lui tentenna, poi si fa convincere. Torna il sereno. Chi li conosce pensa siano una coppia speciale, sono un pò scettici riguardo al progetto, forse anche un pò invidiosi della loro fuga dal grigiore della quotidianità. Tutto sembra pronto. April è entusiasta, Frank più cauto. Poi si mette di mezzo la vita. Una serie di coincidenze che rendono sempre più folle affrontare il viaggio, le incognite di un futuro incerto. Frank cede al senso di responsabilità, alla necessità di tenere i piedi per terra. April no, ha cambiato i suoi sogni ma non li vuole abbandonare. C'è uno scontro più cruento degli altri e poi..
<!--
/* Style Definitions */
p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal
{mso-style-parent:"";
margin:0cm;
margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:12.0pt;
font-family:"Times New Roman";
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";}
@page Section1
{size:612.0pt 792.0pt;
margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm;
mso-header-margin:36.0pt;
mso-footer-margin:36.0pt;
mso-paper-source:0;}
div.Section1
{page:Section1;}
-->
Il film lascia addosso una sensazione di
impotenza. Ci si muove come estranei su questa terra e non basta l’amore a
superare le difficoltà, certe volte
esalta solo la frustrazione, la rabbia per situazioni che non sembrano avere
una via d’uscita o un punto di incontro.
giovedì 5 marzo 2009
Vuoti a rendere
Film ceco, delizioso.
<!--
/* Style Definitions */
p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal
{mso-style-parent:"";
margin:0cm;
margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:12.0pt;
font-family:"Times New Roman";
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";}
@page Section1
{size:595.3pt 841.9pt;
margin:62.35pt 62.35pt 79.4pt 51.05pt;
mso-header-margin:35.45pt;
mso-footer-margin:35.45pt;
mso-paper-source:0;}
div.Section1
{page:Section1;}
-->
Praga - Josef Tkaloun è un insegnante
sessantacinquenne, decide di lasciare la scuola perchè non è felice, tra lui e
i suoi alunni non c'è più comunicazione.
Josef vive un periodo di insofferenza, che coinvolge anche la sfera
amorosa, la vita matrimoniale si è assestata su binari ormai stanchi,
le notti dell'uomo sono riempite da fantisticherie su un ex collega. Sente di non essere ancora pronto per una vita da pensionato, le passeggiate al
parco e l'abitudinaria vita domestica. In famiglia non capiscono questa sua necessità di continuare a lavorare.
Josef viene assunto in un supermercato, deve smistare le bottiglie vuote. La finestra dove si affaccia per ritir
are i vuoti, è uno speciale punto di osservazione sul mondo. Conosce nuove persone, si sente utile. Cambia il suo modo di rapportarsi agli altri, diventa più indulgente, quasi complice nel provare ad alleviare le umane solitudini che incontra. Si cimenta come novello cupido, consigliere nella spesa, dispensatore di sorrisi e parole gentili.
Quando Eliska, la moglie, viene corteggiata da un uomo a cui impartisce lezioni si scopre geloso e...
Film umano, vivo, leggero, ironico e a tratti tenero. Un piccolo viaggio. Lancia spunti di riflessione sulle difficoltà di invecchiare, la necessità di reinventarsi senza perdere di vista chi ci sta accanto, la tecnologia che non può tutto, l'amore come compagno e rifugio, il sogno che si perde nella realtà, l'importanza di non chiuderci in noi stessi.
Bella la musica. Josef, il protagonista, somiglia vagamente a Sean Connery. Ci si affezionato presto a lui, al suo carattere scorbutico , alla sua necessità di trovare una dimensione, un equilibrio, ricerca che non ha età o data di scadenza.
immagine tratta da www.mymovies.it

