Chi riuscì ad arrivare in cima poté assistere ad uno spettacolo desueto. I
ciclisti si movevano col passo
cadenzato di uomini dediti alla danza. Le
schiene roteavano con insolita grazia , le gambe fendevano l’aria senza timore.
Il vederli procedere insieme diversi nello stile e nei colori, uniti nella
fatica, emozionava la gente assiepata ai lati della strada. La loro meta? Un traguardo che ad ogni
pedalata sembrava più lontano. Lo sguardo era perso nel vuoto, in pensieri che andavano oltre l’ostacolo,
oltre la corsa stessa. I pensieri di un ciclista, le strategie, i conforti che
son costretti a trovare, nel mezzo di una corsa, sono ciò che spesso mi ha incuriosito.
"...è - filosoficamente - lo scoprire una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un'altra..."
giovedì 31 maggio 2007
I rumori del giro
Mistero Juve
Una serie di ragioni morali e pratiche vanno
contro la sostituzione di Deschamps. Era giunto a Torino l'anno scorso,
in un momento difficile. La Juve ancora non sapeva in che serie avrebbe dovuto riiniziare
a giocare. Il clima era pesante, molti giocatori manifestavano
l'intenzione di fare le valige. Didier si è dimostrato bravo nel far
gruppo e ridare stimoli a giocatori spaesati. Meritava di provare la
serie A e di essere trattato con più rispetto.
Al di là di questo, nella pratica, quanto
accaduto rappresenta uno stop al progetto di rinascita della
squadra. La dirigenza si è portata allo scoperto.
Dal nome del nuovo allenatore si comprenderanno le sue intenzioni, se si tirerà
a campare o se si proverà, nel giro di poco tempo, a volare alto. Un allenatore
affermato o un giovane? Abituato ai grandi palcoscenici o ai campetti di
periferia? Le attenzioni sembrano puntate tutte su un nome. Tale sicurezza,
nelle intenzioni, può risultare deleteria se non corrisposta. Il sostituto
rimane un punto interrogativo.
Ma sono altre le prove che li attendono.
Riusciranno i "nostri" a fermare i giocatori che minacciano
abbandono? Sarà una missione possibile conciliare necessità di bilancio e
qualità nella campagna acquisti? Ultimo ma non ultimo conquisterrano i
tifosi? In attesa di prove di carettere e di dimostrazioni di capacità , le risposte sono
rimandate alle prossime puntate. Si spera.
mercoledì 30 maggio 2007
Nazionale: il gran rifiuto dilaga
Totti dopo il mondiale ha
espresso il desiderio di lasciare la nazionale.
Non l'avesse mai fatto. Da quel momento è stato vittima di spaventose visioni,
sirene che di volta in volta assumevano il volto del ct Donadoni, dei dirigenti
azzurri, di qualche affezionato giornalista. Il richiamo era sempre lo stesso
"Torna-a 'sta squadra aspetta te". Lui da persona
coerente, quale è sempre stato, ha detto NO. NO quando l'Italia perdeva,
NO quando lui segnava, NO quando la nazionale sembrava in difficoltà. Un
no sicuro, un no senza guardarsi indietro. Poi l'umana debolezza lo spinse a un
Si rimandato a settembre, poco convinto, quasi rassegnato come di uno che si
presenta al patibolo. Forse era solo generosità, spirito di sacrificio però
quanto è brutto vedere indossare la maglia azzurra forzatamente. Spero che il
ct Donadoni, uomo di carattere, si metta una mano sulla coscenza e liberi Totti
da questo impegno. Ne va della autodeterminazione della maglia, diritto
irrinunciabile per ogni calciatore. Per favore lasciatelo a casa...
Ora è il turno di Nesta?
martedì 29 maggio 2007
La tragedia dell'Heysel
Il 29 maggio 1985, a Bruxelles, si giocò la finale di Coppa Campioni tra Juventus e Liverpool. 39 persone morirono a causa del cedimento di una parte degli spalti.
Linko il post di Tomas Heysel - 29 maggio 1985 che ricorda le vittime e fa riflettere.
lunedì 28 maggio 2007
Reggina-Milan 2-0
LA Reggina è regina d'Europa
sabato 26 maggio 2007
I guastafeste
quello
sporco dubbio che non si vuole assopire...
Giovedì si è corsa una tappa epica che ha
visto i ciclisti affrontare salite quali il colle dell'Agnello e
l'Isoard. Faceva caldo, i ritmi erano elevati, la faticata segnava il volto
degli atleti che
chilomentro dopo chilometro avanzavano, gli occhi fissi
sull'asfalto e sulla ruota di chi li precedeva. Quando si vedono tappe di
questo livello la tentazione di riconciliarsi con il ciclismo è forte poi però,
come spesso accade, giunge la doccia fredda sotto forma di interventi, realizzati nel corso della video cronaca. C'è chi sostiene che
parlare di doping di fronte alla fatica degli atleti sia fuori luogo, un
altra persona definisce i casi di doping come incidenti di percorso. La
tendenza sembra essere dimenticare, meglio non sporcare il giro. I
ciclisti non meritano, il pubblico non lo merita, i giornalisti non lo meritano
e chi merita di pagare, non paga.
Certe confessioni è meglio
farle quando non si possono percorrere altre strade o quando appesa la
bicicletta al chiodo vien voglia di lasciarsi il passato alle spalle. Se
arriva il momento, si circoscrive il fenomeno , con precisione quasi chirurgica
si cerca di non intaccare le vittorie lasciando debitamente pulito
il presente. Quasi che ho fatto tutto da solo, adesso è diverso
basti a dimenticare, come se nulla fosse successo e nulla potesse succedere di nuovo.
Poco importa se giro e tour 2006 sono stati assegnati a
due ciclisti indagati per doping. Altro giro, altra corsa. Ma così non
funziona.
Un altra corsa che somiglia a quella vecchia. I guastafeste rimangono quelli
che non vogliono pagare il conto e lasciano gli altri nel dubbio, quello
sporco dubbio che non si vuole assopire.