sabato 30 settembre 2006

Piacenza-Juventus 0-2

4 è il numero ricorrente di questa 5° giornata. 4 le vittorie consecutive della Juventus in campionato. -4 i punti in classifica, numero negativo che riassume il positivo recupero della Juventus, con 13 punti e senza penalizzazioni sarebbe una solitaria capolista.



Partita non semplice, servono 30 minuti ai bianconeri per prendere le misure agli avversari e andare iJuvepiacenzan goal. Del Piero da sinistra tira in area dove David Trezeguet è pronto a mettere in rete. Alex Del Piero prova più volta a segnare il goal numero 200, non è questa la giornata. Il capitano si pone come ottimo  creatore di occasioni, mette lo zampino anche nel secondo goal, al 44' del primo tempo.   Anzi più di uno zampino, tiro di punizione corretto in rete da David.   Trezeguet, il Trezegoal fedele abbonato dell'area di rigore si porta in testa alla classifica marcatori con 5 centri. Bravi ragazzi!

ad Alba


VOGLIO UN PAPPAGALLO – Matthew Smith: il p(r)ezzo della vita di un uomo


Dopo la prima (3-17 luglio 2006 - Torino), la seconda (29-31 luglio 2006 - Chieri - TO) e la terza (25-27 agosto 2006 - Montelupone - MC), la Compagnia Il Barrito degli Angeli-Marco Gobetti vara la quarta stanzialità di TEATRO STABILE DI STRADA®.



Per 3 giorni, da sabato 30 settembre a lunedì 2 ottobre 2006, tutte le sere alle ore 21.00 in piazza Rossetti, davanti all'abside del Duomo di San Lorenzo ad Alba (CN), verrà replicato lo spettacolo “VOGLIO UN PAPPAGALLO – Matthew Smith: il p(r)ezzo della vita di un uomo”. 
Per arrivare al luogo dello spettacolo.


Il pubblico potrà versare un’offerta a piacere, non obbligatoria, nel cappello di fronte alla zona scenica.

Informazioni sullo spettacolo alla pagina:


www.ilbarrito.it/vogliounpappagallo.htm


Informazioni sul progetto
TEATRO STABILE DI STRADA® alla pagina:


www.ilbarrito.it/teatrostabiledistrada.htm 




Nei medesimi giorni ad Alba si inaugurerà la 76a Fiera Nazionale del Tartufo Bianco d'Alba (dal 30 settembre al 5 novembre 2006 – www.fieradeltartufo.org - programma dettagliato: http://www.fieradeltartufo.org/calendario.htm): segnaliamo anche con piacere che, proprio nell'ambito della Fiera, in piazza Rossetti (dove alla sera avverrà TEATRO STABILE DI STRADA®) durante il giorno avrà luogo il Mercato delle Erbe (1-15 Ottobre).



venerdì 29 settembre 2006

47 Morto che guarda?

Toto Sembra il titolo di un film di Toto. Si tratta in reltà dell'esperimento di un magnate russo che voleva capire quanto gli volevano bene le persone che gli stavano accanto. La risposta è scoraggiante: poco o nulla.


Il magnate preciso nell'organizzare il suo piano ha inscenato un finto agguato da cui è uscito in fin di vita. Ricoverato in ospedale, in coma, ha messo la moglie davanti a una scelta difficile. I medici le hanno chiesto se voleva staccare la spina dicendo che il marito era in coma irreversibile. La dolce consorte non ha avuto dubbi o tentennamenti. "Si, staccate, staccate pure". L'uomo pensa, spera forse non mi vuole far soffire. Quest'ipotesi crolla quando arriva trafelato il socio in affari. Porge le sue condoglianze alla vedova. Durano troppo a lungo, si trasformano in effusioni fino a che è palese che erano amanti, da molto tempo. Rimane il segretario, il fedele segretario. Beh, fedele forse no se si pensa che appena saputo della morte del suo capo corre in ufficio, svuota la cassoforte e scompare. Il dolore deve essere stato troppo forte. I manager dell'azienda del magnate si vendono alla concorrenza. Così l'uomo si rende conta delle persone da cui è circondato. Certo non c'è da stare allegri ma rimane il tempo per rimediare.

mercoledì 27 settembre 2006

Riflessioni

Forse è quando si vede la fotografia che ci si rende conto appieno di quanto è successo. Una vita spezzata via così, all'improvviso. Il caporalmaggiore Giorgio Langella aveva 31 anni, una famiglia che lo aspettava a casa. Durante una normale missione di pattugliamento è esploso un ordigno sotto il suo blindato.


Quando sento notizie di questo genere, la prima cosa che mi chiedo è: - Perchè non farli tornare a casa?


I soldati  rischiano la loro vita ogni giorno. Mi chiedo  se questo sacrificio, questo tragedia che si è abbattuta su una famiglia sia parte del rischio che si corre nel realizzare la missione o se sia invece  parte di un massacro che si sta compiendo contro civili e soldati nei posti "caldi" della Terra. Posti nei quali ci si dibatte senza riuscire a fare dei passi in avanti. Raggiungere una tregua, un equilibrio che permetta di non vivere nell'incertezza, con la paura sempre appiccicata addosso. Paura di una bomba, di un attentato… della fine.


Mi ha colpito il commento di Dragor "Per un morto italiano, ogni giorno nell'Irak ce n'è una cinquantina e nel Darfour qualche centinaio. Ma secondo la legge di McLurg, non contano niente..."
al post di Andrea-Entula.


La legge di Mc Lurg  prova a dare una spiegazione di come trovi più spazio sul giornale la morte di una persona vicino a noi rispetto a quella di persone che abitano a migliaia di kilometri di distanza. Non dà un giudizio di valore. Non si possono fare classifiche riguardo ai morti. Purtroppo ce ne sono tanti in Darfour e in Irak. E' necessario fare qualcosa, cercare razionalmente una soluzione. Non è  mandando avanti, allo sbaraglio dei soldati che ci si può sentire a posto con la coscienza. Una morte, soprattutto quando può essere evitata è terribile e non aiuta a alleviare le sofferenze altrui.


Bisogna agire razionalmente e se è necessario ritirarsi si deve avere il coraggio di farlo per non mettere a rischio altre vite.

martedì 26 settembre 2006

I passi dell'amore

Landon Carter è un ragazzo popolare, ha la fama di ribelle. Pessimo il rapporto con il padre. La scuola è il suo palcoscenico. Commette una bravata. Viene punito. Deve fare corsi di recupero, partecipare alla recita della scuola, insomma stare lontano dalle cattive compagnie. Così la sua strada  incrocia  quella di Jamie Sullivan figlia del Pastore, dolce innocua, noiosa ragazza. Jamie che fa volontariato, sempre buona con tutti, da anni indossa lo stesso maglione. Adora l'astronomia. Chi conosce veramente Jamie Sullivan? Non certo Carter che ha frequentato insieme a lei la scuola. Due pianeti diversi, non sembrano destinati a un incontro fino a quando diventano i protagonisti della recita della scuola. Landon chiede a Jamie di aiutarlo a imparare le battute, lei accetta a condizione che lui non si innamori di lei. Il ragazzo sorride pensando che non sarà difficile rispettare questa condizione. Trascorrono il tempo insieme, lui è affascinato da  Jamie, dai suoi interessi così diversi, dalla forza di carattere che la spinge a non interessarsi di quello che gli altri  pensano di lei. La sua fede in Dio,  la accetta senza comprenderla. Iniziano a frequentarsi e loro malgrado si innamorano, anche se Landon aveva promesso di non farlo. Come se si potesse frenare questo sentimento. Rinuncia ai vecchi amici che non condividono le sue scelte. Il ragazzo sente la fiducia di Jamie ed è felice. Un giorno lei gli confida di essere malata. Dice che deve morire, è solo questione di mesi. Landon  incredulo e disperato si chiede come sia possibile  morire a 18 anni.  E' troppo bella Jamie, troppo vitale. Ha una lista di cose da realizzare, lui la sta aiutando. Farsi un tatuaggio, essere in due Stati contemporaneamente, avere una stella che porta il suo nome, piccoli sogni che  diventano amorevole  realtà.  Landon vuole  trattenere Jamie  e non sa come fare. Non può finire così, pensa. La sua auto sfreccia nella notte, lo sguardo perso nel vuoto. Tante domande affollano la sua testa, solo una è la  risposta che riesce ad afferrare. Non vuole abbandonarla. Landon  decide di esaudire il primo desiderio nella lista della ragazza. Sposarsi nella chiesa dove si sono sposati i genitori di Jamie. E' anche il suo desiderio, verranno sposati dal padre della ragazza, la cerimonia è il preludio di una breve e intensa estate di felicità, poi lei muore. Il loro amore è come il vento, non si vede ma si percepisce. Landon è stato il miracolo al quale Jamie voleva assistere. Ha imparato da lei a conoscere la vita, la speranza. Ha imparato a crescere.   


E' un film triste, commovente a tratti irreale. Due ore trascorse a Beaufort, piccola cittadina nella parte orientale degli Stati Uniti. Due ore trascorse con se stessi e i propri desideri inespressi. Conosci chi sei e segui te stesso.

domenica 24 settembre 2006

Eutanasia

Ci sono temi riguardo i quali è difficile dire cosa sia giusto o sbagliato. L'eutanasia è uno di questi. La lettera di Piergiorgio Welby affetto da distrofia muscolare ha riaperto la discussione su un argomento controverso nel quale si incontrano e scontrano valori civili e religiosi, ragioni del cuore, e ragioni della testa. Welby chiede gli sia data la possibilità di scegliere l'eutanasia, porre fine a quella che per lui non è più vita.


Credo sia necessario provare a mettersi nei panni di queste persone. Nei panni di persone che vedono giorno dopo giorno diminuire le cose che possono fare, vittime di malattie degenerative che lasciano poche speranze. E' comprensibile che a un certo punto nasca il desiderio di porre fine a questa vita. Può essere un pensiero dettato dallo sconforto di un momento, che la vicinanza dei propri cari riesce a far superare o può essere un pensiero coltivato giorno dopo giorno, tra una sofferenza e l'altra, quando non si vede più la speranza di un miglioramento.


Quale è il ruolo dello Stato in questi casi? Può lo Stato legittimare il suicidio assistito, l'eutanasia attiva o passiva? Tre tipi di intervento molto diversi. Può legalizzare la possibilità che un cittadino si tolga la vita o che gli venga tolta? Può stabilire  fino a che punto la vita è vita e dove inizia invece a essere solo sofferenza? Sono interrogativi non facili che mettono a dura prova le credenze e i valori di ognuno di noi. Ogni caso è diverso, ogni persona concepisce l'dea di non sopportazione in maniera differente. Si deve tenere conto di questo aspetto importante. Tutelare il diritto alla vita anche quando questa diventa meno semplice.  Il concetto di vita, di vita degna di essere vissuta non può essere oggettivizzato.


Una cosa mi sento di dire. Se un giorno dovesse essere approvata una legge riguardo l'eutanasia, la scelta dovrebbe essere fatta solo dal malato capace di intendere e volere. Nè lo Stato, nè i medici,  nè la famiglia dovrebbero poter decidere al suo posto.


Dal sito wikipedia:


  • L'eutanasia attiva è una azione che procura la morte, con intento caritatevole; per esempio, il soffocamento di un neonato gravemente cerebroleso, o la soppressione di un cavallo ferito. L'eutanasia attiva è un tema controversa; molti approcci (giuridici, morali, religiosi) negano che la si possa distinguere in modo sostanziale dall'omicidio. Anche da un punto di vista della deontologia medica, qualche complicazione concettuale sorge dalla non semplice riconducibilità dell'eutanasia attiva ai concetti fondanti della medicina, diagnosi e terapia.

  • L'eutanasia passiva consiste nel non attuare più alcun intervento artificiale di sostegno alla vita e lasciare, ovvero interrompere l'"accanimento terapeutico". Questa forma di eutanasia rappresenta una situazione che, secondo alcuni punti di vista, è sostanzialmente diversa dall'eutanasia attiva, in quanto in questo caso la morte sovviene in modo "naturale".

  • Il suicidio assistito consiste nel fornire a una persona i mezzi per suicidarsi in modo poco doloroso. A differenza dell'eutanasia passiva, la morte quindi non è naturale; ma a differenza dell'eutanasia attiva, colui che assiste il suicidio non partecipa direttamente alle azioni che portano la morte del paziente.