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venerdì 20 aprile 2012

Prima dell'acqua

Fissare un istante...


Images carierDintorni della Gare Saint-Lazaire. Parigi. 


Un uomo percorre una passerella che si interrompe dopo pochi passi lasciando dinanzi a lui uno specchio, una distesa d'acqua immobile. Prima che la scarpa di cuoio entri in contatto con l'acqua piegandosi,  facendo sentire la gamba come uno stantuffo difettoso e prima  che una corrente di gelo si infili lungo la schiena,  giunge Henry Cartier-Bresson a fissare quell'attimo in cui l'uomo sembra sospeso tra passato e futuro.  Insomma prima che piede e acqua si tocchino, si ha l'impressione che una via di fuga sia ancora  possibile, è questione di un attimo. Poi ci sarà l'affondamento, la sensazione di procedere in un guado, la voglia di essere presto dall'altro lato, il disappunto per il fatto di non avere un paio di scarpe di ricambio ma prima c'è una fotografia  ricca di particolari,  lieve e poetica.


Fotogafia di Henry Cartier-Bresson


 

domenica 25 marzo 2012

L'ultima volta che ho visto Parigi

Claire fugge dalla fattoria in cui è nata e si stabilisce a New York. Assume una nuova identità e Image_book.php L'Ultima volta che ho visto Parigisposa un uomo d'affari privo di scrupoli. Ha un ruolo di primo piano nella società  newyorkese e aiuta il marito intrattenendo gli uomini d'affari che sono invitati nella loro casa. Questa vita di agi e lusso si interrompe bruscamente quando un vecchio fidanzato bussa alla sua porta svelando l'inganno al marito.


Claire sa che è in pericolo, decide di fuggire a Parigi alla ricerca di Laurent con cui aveva intessuto una relazione. E' il maggio 1940 l'Europa è in guerra e Parigi è sul punto di essere occupata dai nazisti. Claire ha falsificato i documenti per poter partire, dopo un avventuroso viaggio riesce ad arrivare in città. L'incontro con Laurent è diverso da coma aveva immaginato. Claire vaga per la città con i bagagli, deve cavarsela da sola, incontra una fiorista che si offre di ospitarla e le dona lezioni preziose. L'eleganza, un bene da coltivare anche nei momenti più cupi, una forma di resistenza alla violenza che imperversa intorno a loro.


Claire  si trova a dover combattere per le persone che ama, collabora con la resistenza, rischia più volte la vita, si deve difendere e  prosegue ostinata nella speranza di rivedere l'uomo che ama. Sullo sfondo una città, dei giardini. E' forte la sensazione di percorrere le strade di Parigi insieme a Claire, la protagonista, percepirne l'incertezza e il coraggio. Mi muovevo sulle pagine avanti e indietro per sbirciare come sarebbe andata a finire. Il pensiero è andato a questo libro fino a quando non ho letto l'ultima riga. 


L'ultima volta che ho visto Pargi - Lynn Sheene - Leggere Editore


 

lunedì 12 marzo 2012

Place des Vosges

100_9555Una corolla di case. Tetti di ardesia affiancati. File di mattoni rossi alternati a strisce di decorazioni in pietra calcarea. Mi affaccio da un lato, osservo gli alberi che ombreggiano le panchine. Il verde dei prati ricoperti  a tratti di persone. Mi dirigo verso una panchina in legno verde, siedo, ho in mente un itinerario e lo dimentico.  Osservo i giardinieri che raccolgono le foglie e badano a che la sottile striscia di terra situata tra l'erba e il bordo in ferro battuto sia pulita al punto da poter far rotolare le biglie.  I turisti, con una100_4614 guida tra le mani,  si avvicinano alla statua di Luigi XIII, posta al centro, lì dove le fronde si infittiscono.  Il suono dell'acqua nuota nelle quattro fontane posate negli angoli della piazza.   Apro e chiudo gli occhi, ascolto il rumore del vento che si infila tra i rami. Mi alzo in piedi e  mi inoltro nei bassi  portici,  li percorro  alla ricerca dell'abitazione celebre. Una menzione va a Victor Hugo che visse in uno degli appartamenti ora museo. L'esilio, il dramma di una figlia morta giovane sposa, immagini inconsuete.


100_4630Il profumo di the, le mille miscele che si annidano nelle scatole di una boutique, ove una clessidra può creare  il the a misura di ognuno.   Des objets étranges e un pò solitari smarriti in una vetrina che ha le sembianze di prigione accanto a  statue rombanti e vivaci.


Poi esco dalla piazza e dai portici, ritrovo la strada, una meta ma ho  l'impressione di continuare  a restare seduta su quella panchina ove il tempo scorre indifferente e sembra di restare sospesi in una incantevole  oasi ombreggiata.

domenica 8 gennaio 2012

Sherlock Holmes - Gioco di ombre

Sherlock blog.jpg 2E' il secondo capitolo della serie,  in testa agli incassi nelle festività natalizie. Si avvale di due interpreti di valore.  Robert Downey Jr  e Jude Law appaiono ispirati e vestono alla perfezione i panni dell'investigatore e del suo aiutante/spalla eppure il film non mi ha convinto. Ho l'impressione non siano riusciti a sfruttare appieno il potenziale che avevano a disposizione.


1891. Una serie di attentati incrina le relazioni tra le nazioni europee. Un uomo insospettabile sembra pronto ad approfittare della situazione. Sherlock seguendo Irene Adler si trova a intralciare il piano del suo peggior nemico,  il professor Moriarty. Irene Adler pedina inconsapevole viene eliminata dalla scena e Holmes ha un motivo in più per tentare di fermare il temibile professore. Può contare sull'aiuto del fido Dottor Watson, costretto a rinunciare alla sua luna di miele, sul fratello Mycroft, in eterna competizione, e  su Madame Simza, una cartomante alla ricerca del fratello  coinvolto nel progetto ordito da Moriarty, nonché sulle sue  indiscusse doti investigative.  L'inseguimento si fa serrato da Parigi alla la Germania  e infine in Svizzera presso le cascate Reichenbach, luogo scelto per l'incontro dei rappresentanti  della diplomazia europea. Una mossa sbagliata e sarà guerra. Holmes lo sa, fronteggia Moriarty su una scacchiera. Dispiega con maestria le fila di un'indagine a tratti oscura. Non gli resta  che un gesto estremo per mettere al sicuro il risultato. Il film si chiude con il  dottor Watson che, a Londra, scrive il resoconto di quest ultima (?) avventura.


Bella la colonna sonora, i titoli di coda, i costumi.  Il  metodo deduttivo  che solitamente caratterizza   il celebre investigatore è  stato messo in ombra in questo film d'azione.  Incomprensibile la scelta di eliminare fin dai primi minuti il personaggio di Irene Adler,  incantevole motivo di confusione per Holmes, capace di vivacizzare il racconto,  si sente la sua mancanza. Madame Simza non sembra  in grado di sostituirla.


 


Sherlock Holmes a Game of Shadows


Regista: Guy Ritchie  Interpreti:   Robert Downey Jr.,  Jude Law, Noomi Rapace, Jared Harris, Stephen Fry,  Rachel Mc Adams.

mercoledì 4 gennaio 2012

L'inutile Alfredo

Sarà capitato anche a voi di incontrare un personaggio che non potete soffrire, che osservate nelle pagine di un libro, sulla scena con malcelato fastidio e vi chiedere cosa ci sta a fare, come può essere così cieco, irritante, inutile.  A un certo punto vi viene voglia di farvi avanti, scrollarlo, dirgli: - su, svegliati, puoi far meglio di così..
Ho scritto questo poche righe avendo in mente un  nome e un cognome: Alfredo Germont. Protagonista maschile de La Traviata, è  un giovane studente di buona famiglia,  dichiara il suo amore a  Violetta Valéry, donna di mondo, la più bella di Parigi,  il cui fisico è minato dalla tisi. La convince ad abbandonare la professione per ritirarsi in campagna in nome del sentimento puro che li unisce.
Vivono giorni Travimeravigliosi, la donna rifiorisce conducendo una vita tranquilla, sembrano vivere l'uno dell'amore dell'altra. Il bel sogno si incrina il giorno in cui Alfredo si accorge che per mantenerli  Violetta sta vendendo i suoi gioielli. Annetta, la domestica della donna, lo confessa impacciata ad Alfredo. Il ragazzo,  ripreso contatto con la dura realtà, decide di recarsi in città e chiedere del dena ro al padre.  Il genitore rifiuta. Mentre il ragazzo prova a chiedere aiuto agli amici,  suo padre, Giorgio Germont, si presenta dinanzi a Violetta. Prima l'accusa di voler sfruttare il ragazzo.  Resosi conto che Violetta ha provveduto a ma ntenere entr ambi, sposta le sue critiche sull'opportunità di una simile unione.  La sorella di Alfredo rischia di essere danneggiata da tale relazione dinanzi alla famiglia del futuro sposo. Alfredo  a che futuro può aspirare dopo che Violetta sarà morta a causa della tisi. Tanto disse, tanto fece  che Violetta disperata acconsente a troncare la relazione con Alfredo. Quando il ragazzo torna  a casa c'è un ultimo fuggevole incontro nel quale la donna dichiara di voler tornare in città e  gli si rivolge  invocando il suo amore  .... Amami Alfredo, amami come io t'amo.
Alfredo non capisce subito che è un addio. Torna anche lui in città, scopre che Violetta ha riprese a frequentare un conte. Ebbro di gelosia si presenta a una festa dove sono presenti entrambi. Sfida il conte a carte e vince una forte somma. Violetta gli dice di calmarsi, lui le chiede  se lei l'ama, vuole che lasci il conte. Lei rifiuta disperata ma ferma nel suo convincimento di fare solo il bene del ragazzo standogli lontano. Alfredo in uno scatto di rabbia getta ai piedi di Violetta il denaro appena vinto. Vuole umiliarla. Dice, davanti  a tutti, che così paga i servigi di Violetta.  La donna è affranta, non riesce ad aprir bocca, ferita dalle parole della persona che ama. Alfredo riceve il biasimo dei presenti compreso il padre, si allontana, parte per una serie di viaggi d'affari.
Violetta consuma velocemente la sua esistenza, sente di aver nulla per cui continuare a vivere. Le sue condizioni di salute si aggravano e Giorgio Germont impietosito richiama il figlio a Parigi  confessando  il ruolo avuto nel separare i due innamorati. Alfredo ritorna in tempo per dichiarare il suo amore a Violetta che spira tra le sue braccia.
Che dire di una storia come questa, già raccontata da Alexandre Dumas (figlio), ne La signora delle Camelie? Un dramma, figlio di equivoci, scarsa fiducia e pregiudizi.
Violetta è l'eroina disposta a sacrificare il suo amore per proteggere il suo innamorato da un sentimento che può distruggerlo socialmente. Sembra espiare dall'inizio alla fine  i suoi peccati, a tratti consapevole che non ci sarà una seconda occasione, una possibilità di essere felice  cerca nelle fatue risate, nel ballo, nella vita mondana  un modo per dimenticare. Pronta a rinunciare alla sua felicità, si arroga il diritto di decidere per entrambi pensando di fare il bene Alfredo. L'eroina romantica destinata a una fine precoce.
Alfredo? chi è Alfredo? Un ragazzetto viziato che dichiara il suo amore e pretende tutto. Non consapevole delle spese da sostenere per dar vita a un sogno. Pronto a chiedere aiuto a papà piuttosto che rimboccarsi le maniche. Non ha fiducia in   Violetta, la tratta come un oggetto appena si sente ferito. Le volta le spalle, si allontana e non la cerca più troppo impegnato a crogiolarsi nel suo dolore. Infine ritorna richiamato dal padre, non perchè è riuscito a scoprire la verità, le dichiara il suo amore, la vede chiudere gli occhi e fa poco altro. Una piccola inutile sagoma di cartone posata sul palcoscenico, si fa sbatacchiare dal vento e coltiva una ferocia crudele a cui non mi riesce di trovare giustificazioni.

lunedì 2 gennaio 2012

Midnight in Paris

 Un'auto d'epoca arranca in salita. Allo scoccare della mezzanotte, un uomo in frack, si sporge dal Midnight in Parisfinestrino e richiama Gill invitandolo a salire. L'uomo, americano, con il mito della Parigi degli anni ruggenti, sceneggiatore, in cerca di ispirazione letteraria, accetta titubante. L'auto riparte accompagnandolo nel mito. Scott, Zelda, Ernest, Gertrud, Salvador, Pablo brillano nella Parigi degli anni venti. Insieme a loro Gill scopre un mondo che aveva conosciuto solo attraverso i libri e ne rimane affascinato. Conosce Adriana, già amante di Picasso e Modigliani e si sente attratto da lei. Di notte viaggiatore, di giorno turista insoddisfatto. Insieme alla fidanzata Ines, gira per musei, parchi, negozi dovendo sopportare la pedanteria di un professore amico di lei e due futuri suoceri che apprezzano di Gill solo il denaro. Emergono le fragilità, i diversi desideri della coppia che non sembra condividere nulla neppure la passione per la pioggia parigina. La linea del tempo intanto si contorce come un'onda che gioca ad avvicinare e dividere. Gill prova a guardare dentro di sè e in quel mito del passato che si riflette come uno specchio nell'esistenza di molte persone. Forse è il momento di fare qualche cambiamento...


Regista: Woody Allen Interpreti: Owen Wilson, Rachel McAdams, Marion Cotillard, Kathy Bates, Michael Sheen, Leà Seydoux, Carla Bruni (nel ruolo improbabile di una guida turistica nel museo di Rodin)