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martedì 15 maggio 2012

Dark Shadows

Sono andata al cinema a vedere Dark Shadows, l'ultimo film diretto da Tim Burton, che ha per protagonista l'affascinante vampiro Johnny Depp alias Barnabas Collins. In più di un'occasione ho pensato a questo quadro:


Caspar_David_Friedrich(Autore Caspar David Friedrich Titolo Viandante sul mare di nebbia - 1818)


l'immagine affiorava nitida nella mia memoria però non ricordavo il titolo, l'autore. Era stato utilizzato per la copertina di un romanzo.  Ho provato a cercare su google, digitando: "uomo appoggiato a un bastone davanti al mare in tempesta". L'ho trovato. Mi sembra un'immagine così forte, ricca di suggestioni. Un uomo dinanzi alla tempesta, il volto celato, in attesa o smarrito in una riflessione. Lo sconforto, il rimestare dei ricordi. Più storie si intrecciano in questa immagine. E' Barnabas Collins l'uomo del  ritratto? Io ne ho avuto l'impressione.

venerdì 7 gennaio 2011

Le macchine della Meraviglia a Venaria

  Alla Reggia di Venaria, fino al 9 gennaio, è possibile visitare la mostra "Le Macchine della Meraviglia".


Lanterna_285 Si supera una tenda di velluto rosso e inizia il viaggio, a ritroso, in un mondo magico e affascinante.


Esemplari di lanterna magica, vetri dipinti a mano, buffi, grotteschi, a volte usati per scopi scientifici, per illustrare un viaggio, un opera religiosa, una fiaba. Immagini, scenette, piccole storie proiettate sulle pareti. Citazioni letterarie e cinematografiche che aiutano a collocare in un uso più quotidiano questo meraviglioso marchingegno. Dipinti e stampe mostrano la popolarità che aveva raggiunto grazie ad artisti itineranti, spesso savoiardi, che percorrevano chilometri per mettere in atto i loro spettacoli. Per la famiglia Bracci Testasecca è un passatempo che attrae più generazioni e giunge sino ad oggi con il suo carico di ricordi, aneddoti, l'armadio fatto costruire per custudire il prezioso tesoro di vetro. I tre proiettori, rivolti verso lo stesso punto, consentivano di costruire scenette più lunghe, il pianoforte produceva la musica di sottofondo.


Emile Reynaud, fu un precursore del cinema di animazione, mise a punto un teatro ottico, con il quale proiettava pantomime lumisone costituite con immagini da lui stesso dipinte su lastre di vetro. I suoi cortometraggi animati furono proiettati al teatro Grévin di Parigi tra il 1892 e il 1900. Con l'avvento del cinematografo  entro in crisi, in un momento di sconforto distrusse le sue invenzioni e gettò nella Senna alcune delle sue pellicole. A Venaria è possibile vedere le due opere che si sono salvate: Autor d'une cabine e, nella postazione multimediale, Pauvre Pierrot.


Buona Visione!!


SITI:


La Reggia di Venaria :     www.venaria.it


Le Macchine della meraviglia:  www.lemacchinedellameraviglia.it


Gtt (servizio navette da Torino - Stazione Porta Nuova- alla Reggia di Venaria):


www.comune.torino.it/gtt/turismo/reggia_venaria.shtml


 

martedì 24 marzo 2009

Tradurre con il colore

All'inizio per me contavano solo le parole. Antologia di Spoon River: traduzioni di Cesare 
0.B0
Pavese, 
Beppe Fenoglio, Fernanda Pivano, canzoni di Fabrizio de Andrè.

Poi girando per la sala, ho l'impressione di essere più lontana e vicina a quello  che vedo, storie di uomini e donne, quasi brutali nella  sincerità della fine e tenere, struggenti nel rivangare sogni mai colti, strade segnate e fughe mal riuscite.
Cinzia Ghigliano rappresenta con sensibilità i diversi ritratti, l'immagine diventa un completamento naturale delle parole, uno specchio in cui perdersi cogliendo i particolari, le emozioni "tradotte con il colore".   Mi sembra una chiave di lettura efficace, le immagini restano impresse nella memoria. Bello il catalogo.

Mondovì Breo
- Centro Espositivo di Santo
Stefano -


 "Tradurre con il colore - Cinzia
Ghigliano dipinge l'Antologia di Spoon River nelle traduzioni di
Fernanda Pivano, Cesare Pavese, Beppe Fenoglio
, Fabrizio De Andrè
"


dal 21/03  al 26/04
Orari : dal martedì al venerdì, dalle 16 alle 19.30;
          
sabato, domenica e festivi, dalle 10 alle 12;  dalle 16 alle 19.30
Ingresso libero


Immagine tratta dal sito del  comune di Mondovì
Ida Frickey opera di Cinzia Ghigliano

mercoledì 6 febbraio 2008

Peggy Guggenheim e l'immaginario surreale


  Spettacolo in spazio ristretto.


Arrivo alla Chiesa di San Marco verso l'ora di pranzo. Ci
sono una decina di persone davanti a me.  Attendo una ventina di minuti
poi entro,faccio il biglietto e mi tuffo nella mostra.   L'arca è una
struttura suggestiva, bella ma troppo piccola per accogliere un evento di
questo livello.


Mancano, almeno iChagall_flyingn quel momento, le condizioni
ottimali per la visione della mostra.  Il locale è al limite della
capienza. Un gruppo di una ventina di persone monopolizza l'ambiente. Si sposta
a ondate impedendo agli altri visitatori di seguire un percorso lineare. La
guida con microfono distrae,  disturba, pur senza volerlo, chi sta
osservando gli altri quadri.


Non è previsto l’utilizzo di cuffiette. Nei momenti di
maggiore affluenza, i visitatori  si mettono in coda per leggere le note,
utili per  conoscere meglio le opere esposte.
In mezzo a questi disguidi, contrattempi, riesce più difficile apprezzare
quanto si osserva, provare a farsi catturare dalle immagini, dai colori. Troppo
è il rumore, troppa la confusione. Giunge quasi  liberatorio  il
gesto  di un ragazzo che di  fronte a un'opera di Mirò  si
siede, con le gambe incrociate, sul pavimento e l'osserva per qualche minuto,
estraneo a ciò che lo circonda, come se esistessero solo lui e il quadro.



Quando il gruppo esce si percepisce la differenza, accolgo il silenzio con
riconoscenza e torno a cercare i quadri che non avevo potuto vedere prima,
provo a calarmi nell'atmosfera piacevole che si  respira.
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  Sono 58  le  opere  esposte, ognuna riesce per un motivo
o per l'altro a attirare l'attenzione, scatenare riflessioni, far intravedere
una storia. Sono simboli di un epoca, diversamente belle. Picasso, Chagall, De
Chirico, Magritte, Dalì, Mirò, Ernst… qui
l’elenco completo.


Mi sono rimasti nel cuore i quadri di Chagall. Colarati
vivi, racconto e musica che si mescolano  e danno vita a immagini
poetiche.


Tanguy mi ha colpito, non lo conoscevo e non lo capisco
però mi è rimasto impresso, un suo quadro in particolare Il sole nel suo
portagioie.
Inquietante.



Merita una visita. C'è tempo fino al 2 marzo, consiglio  un momento di bassa affluenza.


Immagini:


1 Chagall Il calesse volante


2 Tanguy Il sole nel suo portagioie



 

domenica 3 febbraio 2008

Peggy Guggenheim e l'immaginario surreale -Vercelli-

La prenotazione incompiuta


 La mostra è stata organizzata
presso la chiesa di San Marco nella
scenografica Arca, struttura  Gpc_work_midsize_371
predisposta
all’interno dell’edificio. Godendo di una capienza limitata, si contano circa
60 persone alla volta, era vivamente consigliato prenotare.


Venerdì, ore 18,30 - telefono all’infoline, una voce registrata propone una serie
di opzioni, spiega le modalità di prenotazione. La prenotazione telefonica
prevede il pagamento con  vaglia o carta
di credito.  Quando giungo alla
possibilità di parlare con l’operatore, la voce mi avverte cortese che gli operatori
sono a disposizione da lunedì a venerdì fino alle ore 17.
Niente prenotazione telefonica.


Sabato mattina - telefono  a Vercelli per sondare la situazione. Chi è prenotato
ha la precedenza. Si entra in base alla capienza dei locali. L'ora di
pranzo dovrebbe essere  più tranquilla. Salvo situazioni imprevedibili. La
coda più lunga? 45 minuti. Sperando
di ridurre il rischio coda chiedo se si può, il giorno stesso,
acquistare la prenotazione per una certa ora e intanto andare a vedere altro,  (Vercelli non è solo la mostra, ci sono
musei, una serie di chiese e molte cose da vedere) Non si può, quando si
arriva si fa coda. La coda è
terapeutica?
Questo non l’ho detto però l’ho pensato. La coda è una parte
essenziale della mostra, la giusta punizione per chi non  è riuscito ad arrivare con la prenotazione? Forse
è questa la spiegazione.
Riattacco un po’ preoccupata.
Torno al  sito e trovo l’elenco
punti vendita CIRCUITO TICKET.IT Preda di un certo entusiasmo telefono al punto vendita vicino a casa.  Mi risponde una persona gentile, inizia a
sfogliare un elenco, dice che per le 10  gli ingressi
sono esauriti, negli altri orari ci sono
ancora posti. Il prezzo è € 9,50 (€ 8 ingresso + € 1,50 prenotazione).  Spiego che la carta Torino Musei  mi  consente l’ingresso gratuito e vorrei acquistare solo la
prenotazione. Non è possibile. Conoscono la carta però non sanno di
agevolazioni o altro, mi dicono che posso poi provare a farmi rimborsare i soldi o
contattare Vercelli.
Dopo aver conversato amabilmente per circa 20 minuti da un capo all’altro
del Piemonte decido di tentare la  sorte.
E’ prevista neve, non ho la
prenotazione. A Vercelli vado lo stesso.
Solo un po’ più incuriosita.


Chagall - Violinista verde - opera esposta a San Marco

venerdì 9 marzo 2007

Tètes Coupées

Le tètes coupeés
sono delle
sculture, teste dalle sembianze umane, usate tra il XIII e il XV secolo, nelle decorazioni dei capitelli dellechiese, case e fontane. Si  pensa che queste decorazioni, particolarmente suggestive, siano legate alla presenza sul territorio di popolazioni
celto-liguri in epoca preromana. I celti avevano l'abitudine di tagliare la
teste dei loro nemici per poi appenderle sull'uscio di casa o dei santuari. Da qui forse traggono origine le tètes coupées.
E'
possibile osservare queste decorazioni in diverse vallate del saluzzese.
Sul sito www.ghironda.com
sono definite anche "more de peira".


Valle Maira Eccone alcuni esempi:


Villaro - Acceglio-
fontana con capitello in
pietra scolpita,  tètes coupeés, la data indicata (1769) è successiva rispetto alla
realizzazione del capitello stesso, datato tra il XIV e il XV secolo. 100_1043_1


100_1035 







Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta - Elva -
Portale del XV secolo, caratteristiche
tardoromaniche, decorato con figure umane e animali alternate a foglie a palmetta                                                   


100_1494_1
100_1500_1
100_1501












Ussolo - Prazzo -
tètes coupées reimpiegate sui pilastri del cancello della canonica.                         
                           
        100_1738             


100_1737


 










Informazioni tratte da:


-Mario Cordero e Milli Chegai, Valle Maira,  Le Guide dell'Arciere
-Mistà. Itinerario romanico-gotivconelle chiese dellevalli Grana, Maira, Varaita e Po, Bronda, Infernotto. 
Le guide di +Eventi


  


mercoledì 28 febbraio 2007

Chi li ha visti?

 


- Parigi
- Ladri si sono introdotti di notte,  nella casa della nipote di Picasso e
hanno rubato  due quadri del pittore, valore stimato 50 milioni di euro.
Le opere sono
la "Maya à la poupée", che ritrae la figlia del pittore, e un
ritratto di Jacqueline, sua seconda e ultima moglie.  Sono partite le
indagini, condotte dalla polizia transalpina, si ipotizza un furto su commissione.


 


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C_0_articolo_351058_immagine_1Meraviglioso il bambolotto, sono rimasta incantata a osservarlo.


Foto tratte da www.tgcom.it

giovedì 21 dicembre 2006

Picasso e..

Son  giorni un pò frenetici, vissuti con la sensazione di essere perennemente in ritardo,  l'espressione  incerta  tra "Ho  dimenticato qualcosa? "  e  " Cosa devo fare adesso?"  Visitare una mostra, in questo periodo, diventa un'esperienza "diversa". Palazzo Bricherasio si trova poco prima di8326_klee_93_sito
Piazza San Carlo. Entrare è come vivere un'altra dimensione. Forte è il contrasto tra il vociare della strada, la danza dei  pacchetti e l'atmosfera che si vive all'interno. Tutto sembra essere slow, lento, rilassato. Come se il tempo non fosse un vincolo a cui doversi assoggettare. Purtroppo io di quel vincolo ho dovuto tenere conto. Avevo 30 minuti di tempo e tante opere da vedere prima di fiondarmi a prendere il treno.


Tra Picasso e Dubuffet. I maestri del '900 nella  collezione nella collezione Jean e Suzanne Plaque  In mostra fino al 21 gennaio quadri di Picasso, Monet, Cezanne, Gaugain, Van Gogh  (un boquet di fiori, dipinto nell'estate del 1886, periodo parigino) e tanti altri artisti più o meno conosciuti. Merita di essere visitata, è interessante e ben studiata. Plaque ha raccolto nel corso degli anni una serie di opere, in particolare, di pittori della prima metà del '900.  4919_picasso_110_sito
Afferma di aver amato più i quadri della vita. E' diventato amico di Picasso, ha girato l'Europa alla ricerche di dipinti che rivelano il suo speciale rapporto con l'arte fatto di dedizione e  passione. Ha trascorso gli ultimi anni della sua vita dipingendo, dando vita a immagini che rivelano l'ispirazione agli artisti che ha amato.



Sono immagini belle, particolari.  Mi piace  cogliere queste opportunità. Mi faccio guidare dalla curiosità, dalla voglia di scoprire lì dove le mie conoscenze sono minori. Guardo questo o quel dipinto in cerca di un significato, apprezzo la scelta di un colore a dispetto di un altro e mi sento bene, realizzata. Come se mi facessi un regalo ogni volta che punto gli occhi su un immagine. Sono mondi diversi, stili diversi eppure a guardar bene si trovano dei collegamenti, dei legami come se fossero tutti parti  di un puzzle di cui in fondo, facciamo parte anche noi.   


Foto tratte dal sito:    


http://www.palazzobricherasio.it/


1° foto Paul Klee
Sans titre, ii8, 1919
acquerello su carta


2° foto Pablo Picasso
Arlequin, 1917
olio su pannello di legno