lunedì 17 maggio 2010

inter ovvero al peggio non c'è mai fine

Pensavo di non parlare di calcio. Non c'è poesia nè divertimento nel seguire il campionato. Le speranze erano riposte in mister Ranieri e nella Roma. Purtroppo è andata male. Il Siena avrebbe meritato un rigore ma sarebbe stato inutile, l'inter avrebbe vinto lo stesso (è comodo crederlo) Ammettiamolo non c'era gara, l'inter è più forte, talmente forte da poter dimenticare l'educazione, il rispetto dell'avversario, disinteressarsi della violenza che imperversa negli stadi.  Pensavo di non parlare di calcio, non ne vale la pena  però quando ho letto lo striscione che gli ardimentosi giocatori interisti hanno  esposto sul pulman:  «Totti, anzichè il pollice in bocca mette
il medio in culo» ho cambiato idea. Lo striscione non è divertente, ironico o sarcastico, è banalmente volgare.
Questo striscione va sanzionato non ci sono scusanti o giustificazioni.  Non vale il detto: Finito il campionato, chiudiamo gli occhi. Il fatto che a esporlo siano giocatori
di calcio intenti  a
"festeggiare" lo scudetto, è ancora più squallido.


lunedì 3 maggio 2010

Classifica Wikio - maggio 2010


Ricevo e pubblico in anteprima la classifica dei blog di LaStampa.it,  relativa al mese di maggio.

1LaStampa.it - Analisi
2Scrivere i risvolti
3LaStampa.it - On the road
4Minima Moralia
5LaStampa.it - San Pietro e dintorni
6Bodegones
7...Cosi' e' se mi pare
8LaStampa.it - Il villaggio (quasi) globale
9Antonio Cracas
10Antonio Montanari Nozzoli
11LaStampa.it - Buongiorno
12LaStampa.it - Allacciate le cinture
13Sperare per tutti
14LaStampa.it - Piccoli Gekko
15Irene Spagnuolo
16GENERAZIONE P
17Journal intime

18Amanda Love... and the city
19LaStampa.it - Web Notes
20Sogni,
viaggi, un po' di Praga e di Sicilia

21Provati e Consigliati...il blog
22Barcollo
ma non mollo

23Piero masia
24Resistenza enogastronomica
25LaStampa.it - Questa è la mia città
26Lamiaeconomia
27LaStampa.it - Cose di Tele
28Cronache luterane
29Ciacole e altro
30Gianniruotolo
31Serendipity
32LaStampa.it - Arcitaliana
33LaStampa.it - Centro messaggi
34LaStampa.it - Desktop
35LaStampa.it - Digita Musica


Classifica stampata
da Wikio




Per me  è un mese un pò speciale, il 17 maggio 2006 nasceva Serendipity. Vorrei ringraziare La Stampa per avermi messo a disposizione questo spazio, i blogger e i lettori, preziosi compagni di viaggio.Grazie!

Trieste

Ho attraversato tutta
la città, 
Poi ho salito un erta,
popolosa in principio, in la deserta,
chiusa da un muricciolo:
un cantuccio in cui solo
siedo; e mi pare che dove esso termina
termini la città.


Trieste ha una
scontrosa grazia. Se piace,
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore 
con gelosia.


Da quest'erta ogni
chiesa, ogni sua via
scopro, se mena all'ingombrata spiaggia,
o alla collina cui, sulla sassosa
cima, una collina, l'ultima s'aggrappa.
Intorno
Circola ad ogni cosa
un aria strana, un aria tormentosa,
l'aria natia.


La mia città che in
ogni parte è viva,
ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
pensosa e schiva. 

(U. Saba)


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venerdì 16 aprile 2010

Bum

La palla le venne restituita  in ritardo, era ormai nella fase discendente. Si finse la valchiria che non era, allungò il braccio  e la sfiorò. La palla superò d'un soffio la rete assumendo l'andatura sbilenca di un palloncino gonfiato troppo e andò a posarsi, lieve, entro la linea di fondo campo.

sabato 10 aprile 2010

Divagazioni


E' piovuto dall'inizio alla fine.
Il cielo, grigio e irregolare, sembrava pronto a rovesciarsi sulla
terra. Non
101_7500
restava che chiedersi quando e sperare  di trovarsi al riparo.  Le
persone si posizionavo sotto coperta, vicino
ai vetri, indossavano impermeabili, imbracciavano macchine fotografiche,
masticavano un ultimo snack prima che il battello si staccasse dalla
riva per
iniziare il tour. Noi scegliemmo di andare al piano di sopra, scoperto,
dove
alcuni  pennuti passeggiavano solitari e  i
seggiolini arancioni avevano la consistenza di  opachi
pezzi di plasti101_7513ca. Un posto vicino alla
ringhiera  era la meta,  passammo un
fazzoletto, ci sedemmo. A turno lamentavamo i primi brividi di freddo,
qualche  pentimento,
ci spingevamo fino a  nefaste previsioni
quando  le prime gocce cominciarono a cadere e il battello 
si decise ad
abbandonare la riva.   Tirammo su i
cappucci, decisi a   rimanere ai nostri
posti. Una voce gracchiante iniziò a  spiegare
ciò che avremmo visto, ordinatamente ripeteva il messaggio in cinque
lingue
diverse. Ometteva l’italiano e noi ci aggrappavamo al francese,
incantati da
ciò che vedevamo lentamente profilarsi dinanzi a noi.


venerdì 9 aprile 2010

La giornata di uno scrutatore

Romanzo breve, racconto lungo. Pagine dense di riflessioni, interrogativi, immagini che non si dimenticano. Domenica mattina, Amerigo Ormea esce di casa  presto per recarsi al seggio dove è stato nominato scrutatore. Il seggio è nella Piccola Casa della Divina Provvidenza, Il Cottolengo di Torino, una città nella città. E' il 7 giugno 1953, la  nuova legge elettorale prevede un premio di maggioranza per chi raggiunge la maggioranza assoluta di voti, le opposizioni la chiamano "legge truffa".
Amerigo Ormea svolge un compito delicato, deve vigilare rispetto alle procedure di voto, impedire che le persone non in grado di intendere e volere siano condizionate nel votare per la DC.
Amerigo incontra un umanità diversa, sofferente, estranea al mondo, assente. Si interroga, sente crollare le certezze, prova a chiedersi quale sia la normalità.  Pazienti  si prodigano servizievoli nell'aiutare ad allestire il seggio, orgogliosi si recano alle urne per compiere  un operazione  che li fa sentire vicini alle persone che stanno fuori. Alcuni sul viso portano i segni della lontananza dalle cose terrene.  Un padre, contadino, si reca ogni domenica a trovare il figlio, lo guarda negli occhi mentre gli rompe delle noci, cerca di mantenere un contatto. Nel legame con il figlio malato trova la sua ragione di vita. Nel breve spazio di una giornata Amerigo si trova a riflettere sulla vita, le relazioni umane, la possibilità di essere padre. Un lungo viaggio, che lo tocca nel profondo.

La giornata di uno scrutatore
Italo Calvino

martedì 6 aprile 2010

Mine vaganti


(un particolare)


Una donna cammina in una strada di campagna, sembra spinta
da un urgente bisogno.  Lunghi capelli biondi le incorniciano il volto;
gli occhi azzurri, irrequieti, sono dighe  sul punto di cedere.  Indossa
un abito bianco e un velo ricamato, solleva i lembi dell'abito per facilitare i
suoi passi.  


Si ferma, incerta, davanti a una costruzione in pietra,
semi diroccata. Sale le scale, apre la porta e incrocia lo sguardo di un uomo.
La stanza è in disordine, il letto sfatto, l’uomo  sorpreso. La donna
solleva una pistola. E'  sul punto di uccidere, uccidersi. Il metallo,
gelido, le sfiora la nuca, le dita accarezzano il grilletto. Lui la osserva
agghiacciato. Si riscuote, le va incontro, le toglie la pistola dalle mani. Sono uno di fronte all'altra, soli, tormentati, ormai persuasi di non avere più  speranza. L’uomo indossa la giacca, annoda la
cravatta, prende per mano la donna e insieme escono dalla casa, scendono le
scale, ritornano al paese.  Quel giorno la donna si sposa, con la morte nel
cuore e il sorriso sulle labbra.

il film

MINE VAGANTI


Italia, 2010, Commedia, durata
110’


Regia di Ferzan Ozpetek


Con Riccardo Scamarcio, Alessandro Preziosi, Carolina Crescentini, Nicole
Grimaudo, Elena Sofia Ricci, Daniele Pecci, Ennio Fantastichini, Lunetta
Savino, Ilaria Occhini, Bianca Nappi, Dario Bandiera