martedì 27 giugno 2006

Un uomo buono e onesto. Merita rispetto.

Ho aperto la home page del sito La Stampa. Ho visto la foto di Pessotto, pensavo a qualche novità riguardo la Juventus. Poi ho letto. Così ho saputo quello che gli è successo. E' stato uno shock. Uno doccia gelata che vela l'animo di profonda tristezza. Gianluca Pessotto, 11 stagioni in bianconero. Mi sembra di conoscerlo. Le interviste, le partite giocate lo hanno reso una persona familiare. Serio, onesto, riservato,intelligente sono tante le qualità che possono descriverlo. Un giocatore che non vive sotto i riflettori, con  una famiglia, una vita normale. Quando è in campo, si sa che darà tutto quello che può e qualcosa di più. Pur sforzando la memoria non ricordo una parola cattiva o un brutto fallo da lui commesso, uomo corretto in campo e fuori. E' una brava persona. Quando ho saputo che è stato nomitato Team manager sono stata contenta mi sembra la persona giusta al posto giusto. Ma il calcio adesso va messo in secondo piano, ridimensionato. Gianluca Pessotto è in un letto d'ospedale con la famiglia accanto, alcuni compagni di squadra sono andati a trovarlo. Spero che gli si lasci la tranquillità per guarire. Non merita che la sua vita sia messa in piazza, giudicata.


In bocca al lupo Gianluca, di tutto cuore! Spero che tu guarisca presto. Sei una persona meravigliosa auguro a te e alla tua famiglia tanta serenità.

lunedì 26 giugno 2006

Italia-Australia 1-0

Bravi, bravissimi, fortunatissimi.  Siamo ai quarti... eccoci qua!


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Il tempo è quasi scaduto, si profilano i tempi supplementari. '93 atterrato Grosso. Rigore per l'Italia. Totti a tu per tu con il portiere: goooaaal!! Un urlo liberatorio. I fantasmi del passato se ne vanno. Hidding questa volta non c'è l'hai fatta. Gioia ancora più bella perchè inaspettata.  Si, oggi vale proprio la pena di iniziare dalla fine. 


Partita difficile. Nel primo tempo l'Italia costruisce diverse occasioni che non riesce a far fruttare. Del Piero parte bene e cala un pò alla distanza. Tutta la squadra dà l'impressione di non correre abbastanza.


Il secondo tempo si apre con l'ingresso di Iaquinta al posto di Gilardino. Al 4' Cahill fa un brutto fallo su Materazzi. La sua gomitata viene sanzionata con un giallo. Un minuto dopo Materazzi viene punito severatamente per un fallo su Bresciano. Sembra che questo atteggiamento piuttosto severo sia stato causato dal match Portogallo-Olanda. Lì si e giocato il festival dell'espulso, finito in parità per la gioia dell'Inghilterra. Si rompono gli equilibri. L'Italia è costretta a disporsi diversamente al '10 entra Barzagli al posto di Toni. Gli Australiani all'arrembaggio. Bellissima difesa di Cannavaro e Zambrotta. Buffon perfetto, migliore in campo. L'Italia soffre, gli attaccanti sembrano abbandonati là davanti. La frattura con il centrocampo è grande. Entra Totti al '75. Gattuso e Zambrotta ammoniti. Ancora sofferenza, difesa impeccabile, un pò di tensione. Gli ultimi minuti sono giocati in avanti. Arriva il '93. E' lieto fine.


Nel corso del secondo tempo ho sentito crescere in me una cordiale antipatia per gli australiani, con i loro colori ricordavano il Brasile. Brutta la gomitata su Materazzi. Cattivo il benvenuto dato a Totti direttamente sulla gamba. Non mi è piaciuto lo scambio di palla tra gli australiani con Iaquinta in mezzo. Sommando l'espulsione ingiusta di Materazzi, iniziavo ad avere cattivi pensieri. Quel rigore è arrivato al momento giusto. Bravo Grosso a procurarselo, Totti a segnare. Perrotta, Gattuso, la difesa già citata, tutti.

domenica 25 giugno 2006

Vi presento Joe Black

William Parrish, ricco uomo d'affari sta per compiere 65 anni. La figlia primogenita Elaine si prodiga per organizzare una festa bellissima. Sà che la figla preferita del padre è la sorella Susan e ne soffre. 


Parrish è preoccupato per Susan pensa che il suo rapporto con Drew, un manager arrivista, che ha assunto nella sua società non è fatto di passione "è freddo come quello di due nibbi reali". La invita a lasciarsi andare, seguire il suo cuore, non respingere le occasioni che la vita le propone. Quel giorno Parrish inizia  a sentire una voce che ripete le parole che lui ha pronunciato alla figlia. La voce si palesa come la morte. Entra in casa di Parrish con le sembianze di un ragazzo e gli propone un accordo: lo lascerà in vita fino a quando sarà interessato a quello che l'uomo gli farà vedere. Il ragazzo assume il nome di Joe Black. Le cose si complicano quando si scopre che il corpo scelto dalla morte è quello del giovane incontrato da Susan la mattina, un ragazzo che a lei piaceva moltissimo e che non da segno di riconoscerla.


Joe appassionato del burro di arachidi, segue Parrish negli affari gli dà poi una mano a difendere la sua società. Joe intanto corteggia Susan. La ragazza non sa se è la stessa persona che aveva incontrato alla tavola calda. E' attratta da lui, dal suo essere divertente, sorpreso dalle cose che vede. La bacia come se fosse la prima volta, vive tutto come una novitàl Susan si innamora di Joe, anche lui sembra provare qualcosa. Il padre di Susan cerca di dissuaderla. Accetta di andar via con Joe pur di non mettere in pericolo Susan.


Uno dei momenti migliori del film è l'incontro tra Susan e il giovane. Lui protettivo verso la sorella, le dice che sta cercando la donna della sua vita ed è disposto a fare rinunce per accontentarla. Si è appena trasferito in città. E' affettuoso, chiacchierone. Scoppia il colpo di fulmine. Escono dal locale. Si incamminano in direzioni opposte. Si voltano diverse volte, mai nello stesso momento. Poi una scena esagerata, grottesca. Il corpo del ragazzo viene gettato in aria all'improvviso, investito da una macchina. In quel momento la morte si appropria del suo corpo.


Parrish vive a contatto con la morte, una presenza ingombrante che non si può presentare agli altri come tale. Lo fa riflettere sulla sua vita. Gli sbagli che ha fatto, le cose veramente importanti. L'amore per la moglie, le figlie. Capisce meglio le persone che gli stanno accanto. Sa di dover morire ed è  preoccupato perchè Susan, la figlia prediletta è affascinato dal misterioso Joe Black. La morte ha un viso umano, atteggiamenti umani. Chissà se prevarra la sua volontà di compiere la  missione assegnata o l'amore? Il confrontarsi con i sentimenti non è così facile o scontato.   Vuole Susan, la vuole con se. Ma è giusto? E' questo l'amore? Susan non lo conosce sul serio. Dubbi e interrogativi possono toccare anche Joe Black.


Bravo Pitt è bravo a impersonare due personaggi diversi.   E' un film molto lungo, questo è il difetto maggiore. In alcune parti bello, belle le musiche.

Fiori d'arancio

Nicole Kidman si è sposata con Keith Urban in una piccola cappella, sulle alture di Sidney. Luogo romantico da cui si  vede il mare. Indossava un abito bianco,il velo, i capelli sciolti incorniciavano il volto. Tra le mani il classico boquet di roselline. Il padre gesuita che ha celebrato il matrimonio ha definito il loro amore profondo e maturo. Alla cerimonia hanno partecipato parenti, amici, qualche star. Sono molti i fan arrivati nella zona per cercare di avvicinare l'attrice. I giornalisti e i fotografi sono stati tenuti lontani. Il regista di Mulin Rouge ha girato il filmino di nozze.


Ha tutte le caratteristiche per essere un matrimonio da favola. Il cantante sembra aver superato i problemi di droga e alcol che lo perseguitavano. L'attrice ha il volto radioso di chi ha trovato la felicità. Sono contenta per lei. Nel 2001 si era separata da Tom Cruise.  Era  definita una coppia stabile, affiatata.  Non avevano però saputo reggere all'impatto emotivo di un film quale Eyes Wide Shut girato con Stanley Kubrick. Non si può certo definire un film fortunato. Il regista è morto poco dopo le riprese, la coppia protagonista si è separata. La carriera della Kidman invece  da quel momento ha prese il volo. L'attrice ha girato molti film, ottenuto premi e riconoscimenti, compensi milionari. Aveva però quell'aria un pò triste e riservata di chi non ha tutto. Forse le mancavano dei  punti di riferimento nella vita privata. Legami che la fama e il successo non possono comprare. Spero che adesso li abbia trovati.


sabato 24 giugno 2006

E si è anche divertito

In alcuni sport gli atleti sembra che abbiano perso il gusto per quello che fanno. Il loro diventa un lavoro come un altro che non dà gioie o soddisfazioni particolari. Almeno questa è la mia impressione. Il motociclismo sembra un mondo a parte, per la pazzia o forse la passione che spinge i piloti a correre anche in condizioni difficili, quando i rischi aumentano. Oggi si è corso ad Assen. Gli italiani in gara nella classeGP erano: Melandri, Capirossi e Rossi. Avrebbero potuto partecipare alla selezione per il pilota più ammaccato. I primi 2 hanno subito una paurosa caduta in Catalogna, Rossi è caduto nelle libere di Assen. Hanno voluto correre e ricevuto l'assenso dei medici sono rientrati in pista. Rossi ha il polso e una caviglia fratturati. E' il ferito più "fresco", partito dall'ultima posizione ha terminato finendo ottavo.   Protagonista di  una gara d'attacco ha effettuato sorpassi e patito negli ultimi giri la fine dell'effetto degli antidolorifici. La conquista di 8 punti in quelle condizioni sembrava impensabile. Coraggio, riflessi, lucidità sono doti necessarie per un buon pilota. Il corpo deve essere in grado di rispondere velocemente alle decisioni prese dal pilota. Tutto diventa più complicato quando si corre infortunati. C_0_strillo22x4_378_foto_1Per questo in fondo il vincitore di oggi penso si possa considerare Valentino Rossi. Quando è stato intervistato, dopo aver analizzato la sua gara  e le sensazioni provato,  ha detto che si è anche divertito.


Le sconfitte, il fatto di non essere più il leader incontrastato in testa alla classifica gli hanno fatto ritrovare gli stimoli per continuare a correre in moto. Così non è stato abbagliato dalle sirene della formula 1. 46 punti lo separano dalla vetta, 46 è il suo numero. Chissa se gli porterà fortuna. In bocca al lupo Vale!!

giovedì 22 giugno 2006

Italia-Repubblica Ceca 2-0


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Oggi si è giocata la terza partita del girone E. Sono scesi in campo in contemporanea Italia- Repubblica Ceca e Stati Uniti-Ghana. Lippi ha schierato una formazione aggiornata con Grosso al posto di Zaccardo, Camoranesi a centrocampo, fuori Toni. I primi venti minuti li ho potuti immaginare solo con il pensiero. Ho dovuto sostenere un esame. Mentre tornavo a casa sbirciavo l'orologio. 15.50 scendono in campo, pensavo. 15.55 gli inni nazionali. 16.00 fischio d'inizio. Ho acceso il televisore pochi attimi prima che Materazzi segnasse il vantaggio al 26'.


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Buffon attraversa il campo di corsa per andare a far festa con i suoi compagni. La partita riprende, una serie di ammonizioni porta all'espulsione, sul finire del primo tempo, di Polak.


La ripresa vede l'Italia giocare in superiorità numerica. Gli azzurri amministrano il risultato e poco più. Qualche occasione capita ma non viene concretizzata. Al 60' Pippo Inzaghi sostituisce Gilardino. Il match continua tra cucchiai "indigesti" a causa dei crampi, colpi di tacco poco fortunati e sbagli sotto porta. Nedved è sempre in agguato pronto a sfruttare eventuali ingenuita della retroguardia azzurra. Per fortuna Buffon sembra aver costruito un muro davanti alla sua porta e quando i cechi si presentato dalle sue parti trovano un limite invalicabile. Al 87' goal di Inzaghi che scatta sul filo del fuori gioco. Dona tranquillita alla squadra che amministra diligentemente gli ultimi minuti.


Lippi dà alla squadra un 8, poi innalzato a 9 per premiarne lo spirito. Si, lo spirito di sopravvivenza penso io. E' un voto un pò troppo generoso se si considera che il migliore dei nostri è stato il portiere. Se non fosse stato per Buffon la partita sarebbe anche potuta finire con un pareggio che ci avrebbe condannato ad affrontare subito il Brasile.   Riva non ha voluto parlare di voti dicendo solo che è stato centrato un obiettivo ed è questo che contava.


Bene, cancellate le ammonizioni, cancellati i risultati. Palla al centro, pronti ad affrontare negli ottavi un'avversaria inedita: l'Australia che aveva già partecipato al mondiale tedesco del 1974.


Oggi alle quattro Torino era quasi deserta. Si sentiva la telecronaca della partita uscire fuori da qualche finestra lasciata aperta. Alle sei sventolio di bandiere. Gente a piedi, in motorino, in macchina pronta a festeggiare. Un bel colpo d'occhio e un cattivo colpo d'orecchi a causa dei clacson assordanti. Una ragazza vestita di verde oro, andando in bicicletta sventolava la bandiera italiana. La voglia di far festa c'è. Speriamo che arrivino i risultati.


Forza azzurri



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mercoledì 21 giugno 2006

Festa europea della musica

La notte scendeva dolcemente su Torino. Nel cortile di Palazzo Reale era disposto un piccolo palco e delle sedie rosse. Le persone ascoltavano una giovane pianista intenta a suonare con intensità pezzi di musica classica noti e meno conosciuti. Io seduta su una panchina chiudevo gli occhi. Preda di quell'aria fresca che avevo ricercato durante il giorno. Si era finalmente presentata a scompigliarmi un pò i capelli, darmi l'impressione di poter respirare. Ero tentata di lasciar percorrere ai miei pensieri il sentiero tracciato dalla musica. A tratti tranquilla e rassicurante, poi decisa, quasi martellante nello scambio veloce delle dita sui tasti.   Cupa, triste, ricorrente. Nuovamente maestosa. Un altro pezzo questa volta allegro e gioioso, intenso. Il ricordo di un film a cui mi sembra avesse fatto da colonna sonora.  La pianista era lì seduta presa dalla musica e da ciò che comunicava. Il costume quasi brillava, un piccolo faro illuminava il pianoforte.


Il concerto è finito la gente, lentamente esce da Palazzo Reale. In cielo si vede la prima stella della sera. Il grattacielo che deturpa la piazza sembra quasi bello. Una fascia blu  scende da un lato, leggermente mossa dalla brezza. Dà l'impressione delle onde del mare che si infrangono sulla spiaggia e poi tornano indietro. La piazza è piena di persone, ciclisti che attraversano di slancio le fontane. In cerca  di un pò di frescura o forse della voglia di tornar bambini. Alcune coppie  siedono sulle panchine.  Amici  discorrono godendo della serata e della reciproca compagnia. Famiglie con bambini si attardano a farli giocare. Un piccolo cane rompe la quite abbaiando con forza, senza dar cenno di volersi fermare. E' ora di tornare a casa. Un'auto passa, il finestrino è abbassato. Sento una canzone di Eros Ramazzotti. Mi accompagana per un breve tratto di strada


la nostra vita va
la nostra vita che
in cerca di un sorriso
di amore condiviso
in un mondo più pulito