"...è - filosoficamente - lo scoprire una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un'altra..."
giovedì 23 ottobre 2008
martedì 21 ottobre 2008
Un pianeta è per sempre
Forse è il caso di organizzare una missione diplomatica e spedirla
al nord, per spiegare al Polo che la sua mania di sciogliersi è veramente
inopportuna. Ci sono la crisi mondiale, l’insicurezza globale. Non si può pensare
anche a lui. Il ghiaccio è intelligente. Gli si spiega la situazione. Si
chiede una proroga di un anno, un anno e mezzo. Dovrà pur concederla. Così un
problema è risolto.
Poi una
bella ramanzina agli orsi polari. Hanno la pessima abitudine di farsi riprendere, spaesati, mentre saltano da un
pezzo di ghiaccio all’atro. Egoisti, ecco quello che sono. Non capiscono che i
tempi sono cambiati e anche loro devono
riciclarsi. Prendano esempio dalle foche, il futuro è nelle pellicce.
Prima di tornare alla base, si potrebbe
fissare un incontro con i fiumi. Te li raccomando quei così lì, sembrano tanto tranquilli, gli prendono i cinque minuti e vanno
dappertutto. Senza avvisare, stabilire turni, accordarsi sul periodo. Cribbio,
siamo in un paese civile. Non si può esondare così, dalla sera alla mattina.
Una parolina ai boschi, per
dissuaderli dall’incendiarsi quando la gente va in vacanza, dei tornado si
occupa l’America. Fatto questo, fatto
quello, si può tornare a casa e dormire il sonno dei giusti.
Per contare i danni c’è tempo.
O no?
venerdì 17 ottobre 2008
martedì 7 ottobre 2008
Sera
Dicono che è il momento più
difficile. Il buio si posa sulla terra e rimane solo la luce della lampada a
farmi compagnia. La prima notte l’ho tenuta accesa.
Un paese ci vuole anche solo per starne lontano. Perdersi
in un odore che te lo ricorda. Pensare: tornerò e sapere che è una
promessa sul punto di scadere.
Ho provato a mantenerla quella
promessa e ora sono qui.
Provo una certa emozione.
Non è più il mio paese. Non lo è più per nessuno ormai da molto tempo. La
strada passa tre chilometri a valle, poi inizia la mulattiera insidiata
da rovi e sterpaglie. La corriera mi ha lasciato alla svolta. Mi sono
incamminato, trascinando il borsone. Arrivato in prossimità delle prime case mi
sono fermato. Tento di riprendere fiato e infine guardo. La
giornata è serena, l’aria frizzante. I miei occhi sono pieni delle immagini che ho raccolto quando me ne sono andato.
domenica 5 ottobre 2008
Juventus - Palermo 1-2
Toc - Toc C'è nessuno?
Se stamattina mi
avessero detto che il Palermo avrebbe vinto, avrei pensato - no, non è
possibile.
I rosanero non sono avversari facili, io però confidavo nel fatto che la Juventus, punta, in settimana,
nell’amor proprio, dimostrasse il suo valore. Dopo la partita di martedì in
Champions riagguantata per le orecchie, dopo tre pareggi, con un attacco
stellare solo sulla carta e dubbi che sembrano voragini – pensavo- ecco, adesso
fa vedere quanto vale, raschia il barile, tira fuori il carattere. L’ha fatto
tante volte, è il suo cavallo di battaglia...
Invece... No. Oggi è andata diversamente, il Palermo si
porta in vantaggio, la Juventus
lo raggiunge, Sissoko è nervoso, i bianconeri provano il sorpasso e finiscono al palo. Si può parlare
del rigore negato a Del Piero, della sfortuna, degli infortuni. Negli occhi
rimangono le immagini di una partita opaca. I bianconeri sembrano i primi a non
crederci, prigionieri di vorrei ma non posso, incerti, quasi tramortiti. Lo
stop arriva a proposito, ora è tempo di riflettere, ritrovare condizione e
motivazioni, decidere se giocare a calcio o essere spettatori, inermi, di un
destino scritto da altri.
giovedì 2 ottobre 2008
Le ragazze di San Frediano
Vasco Pratolini con una scrittura
svelta ci accompagna nel romanzo. Primo dopoguerra, San Frediano, borgo popolare di Firenze. Aldo Sernesi è un
giovane che nella vita ha sempre saputo fare i suoi interessi pur senza schierarsi. Somiglia all’attore
Robert Taylor, le ragazze iniziano a soprannominarlo Bob, stravedono per lui
che orgoglioso percorre le vie del borgo, il suo regno, consapevole di poter
essere, solo lì, qualcuno.
Bob corteggia, conquista, gioca
con le ragazze come con il boccino del
biliardo, attento a non spingersi oltre per non incorrere nelle ire di padri e
fratelli. E’ un vigliacco. Gina, vicina di casa, amica, è l’unica con qui si spinge più in là, salvo poi
abbandonarla per dedicarsi a Tosca, figlia del borgo,
impagliatrice di sedie, sincera passionale, giovane fidanzata che vorrebbe fargli mettere la testa
a posto. Ma Bob non può scontentare nessuna quindi corteggia la sartina
Silvana, si incontra con Bice e guarda, senza rimorso, al declino di Mafalda,
vecchia fiamma, che dopo il suo abbandono si dà alla bella vita.
Le ragazze di San Frediano
sembrano aver perso il loro carattere orgoglioso. Subiscono le bugie di Bob,
vengono prese e lasciate, ignare le une
delle altre. L’autore non lesina giudizi, commenti, in questo racconto
appassionato in cui rappresenta la sua città, la sua gente, con amore e
partecipazione. Bob si sente sempre più forte, non nota i segni del
cedimento, non capisce di aver tirato troppo la corda. Le ragazze, scoperti
i suoi imbrogli, una sera, lo affrontano
costringendolo a scendere dal trono.