giovedì 23 agosto 2007

L'uomo perfetto



Maria incontra l’uomo perfetto.
Quello che ama le stesse cose che ama lei, ha gli stessi hobby, il fisico
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giusto per farle perdere la testa. A farlo capitare sulla sua strada ci pensa Lucia,
migliore amica di una vita ed eterna seconda, rassegnata o quasi a rinunciare
in amore. E’ su quel quasi che ci si può soffermare. Quando Maria le annuncia
di volersi sposare con Paolo, in Lucia scatta qualcosa. Paolo il ragazzo che
ama dall’adolescenza? Quello che si filava solo lei? Paolo è suo. Il suo amore perfetto. Stanno commettendo un
errore.  Questo il pensiero che la
inquieta.


In una sera che li vede soli e un po’ ubriachi, Paolo e Lucia si ritrovano
a dormire insieme. Al mattino lui le
chiede  di non dire nulla a Maria.  La vita riprende a scorrere come sempre.


Lucia, brillante
pubblicitaria ha un idea. Pensa di far incontrare alla sua amica l’uomo
perfetto. Per far questo
ingaggia un attore, Antonio,  e lo
istruisce su ciò che piace a Maria. Come vestirsi, di cosa parlare
tutto viene
deciso e stabilito in anticipo come se si trattasse di un piano di
guerra.  Lucia, novella cupido, organizza l'incontro. Il piano sembra
procedere per
il verso giusto. La ragazza è riuscita a zittire pure gli scrupoli di
coscienza. Solo che a un certo punto  si trova a chiedersi quali sono i
suoi sentimenti
per Paolo e tutto torna in discussione. Però l’ingranaggio è stato
messo in moto ed è talmente
perfetto da risultare difficile da fermare.
Antonio conquista Maria.
Paolo si fidanza con Lucia. Così deve andare. Tutti contenti? Forse no.


Film divertente, disimpegnato ma non troppo. Bravi gli interpreti.


L'uomo perfetto, Italia 2005
Regia Luca Lucini
Interpreti: Gabriellla Pession, Francesca Inaudi, Gianpaolo Morelli, Riccardo Scamarcio


Post-it
-aggiornare il  diario dei sogni. Almeno ogni tanto.
-allenarsi a trovar la propria
isola felice anche quando è a un passo. (Non si accettano complicazioni affari semplici)
-ricordare:  la perfezione è un difetto troppo grande da sopportare.


stracciare il Post-it.



martedì 21 agosto 2007

Eccomi qua

Sono seduta su una panchina, in
riva a un lago. In mano un libro che mi sembra di non ricordate. Lo apro e
inizio a leggere. Mi accorgo di essermi sbagliata. I personaggi e i luoghi mi
sono familiari come vecchi amici che non incontravo da qualche tempo. Continuo
a leggere incuriosita. Intorno a me la quiete.


Vivo anche per momenti come
questo. Senza ritardi e senza scadenze. Un libro,  un luogo del cuore e
tempo per viaggiare. Anche solo con la fantasia


Ciao,


i giorni sono volati via leggeri. Riprendo a scrivere


            
Pinky


Ps. il libro era Il sentiero dei nidi di
ragno.
Sono alla seconda lettura e non mi riesce facile definirlo.
bello,  intenso e poi...


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lunedì 20 agosto 2007

Il guerriero dalle armi sporche

Materazzi dopo aver marciato per
un anno, tra reticenza e ironia, sulle parole dette a Zidane nella finale
mondiale, ha riferito la sua verità. La frase che ha scatenato l'ira di Zidane
è un insulto alla sorella.
Zizou ha sbagliato. Non c'è dubbio. Reazione violenza, esagerata, stupida.
Provo ad andare oltre.


Marco Materazzi è duro negli
interventi fino a toccare in diverse occasioni la scorrettezza. La dove non riesce
con i piedi arriva la lingua a sfiancare gli avversari. E' Materazzi l'eroe
della situazione? Quello che dobbiamo prendere ad esempio? No, io penso di no.


Non amo i guerrieri dalle armi
sporche.


 


 

lunedì 6 agosto 2007

Leggera salita

E’ un guardiano. Solitario, ritto
come un fuso. Prova a guardarlo con più attenzione. Si, lo so. Sembra un
albero. Lo dicono tutti. Sbagliano. Quello è un cavaliere. Fidati.  Pr
oviamo ad avvicinarci. L’erba l’hanno
tagliata. Togliti le scarpe se vuoi. E’ soffice, a tratti fa il solletico. Su
corriamo.
Sei senza fiato? Va bene, più piano. L’ha raggiunto un compare. Fanno
i turni di guardia.


Se vuoi ci possiamo fermare. Un po’
d’ombra, mi tuffo sul prato. Facciamo finta di dormire e poi osserviamo i loro
movimenti. Dovranno pure distrarsi. Quando arriva il momento tieniti pronto.
Uno scatto e via, il valico è superato. Le montagne sono lì a un passo. Sembrano
pronte per giocare a nascondino. Noi siamo gli inseguitori. Non te lo scordare.


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Hiroshima 6 agosto 1945

Gli  hibakusha  sono le persone
sopravvissute al bombordamento di Hiroshima e Nagasaky. Hibakusha può essere
tradotto con "sopravvissuto", in giapponese suona come: "persona
affetta dall'esplosione".


Il premio Nobel giapponese, Kenzaburo Oe ha
definito Hibakusha:


          «
Coloro che non si suicidarono nonostante avessero tutte le ragioni per farlo;
che hanno salvato la dignità umana in mezzo alle più orrende condizioni mai
sofferte dall'umanità »
               
                
                
       tratto da wikipedia


Se provo a inserire questo termine in un motore di ricerca  trovo le loro testimonianze. Bambini, quando la bomba venne sganciata. Uomini e donne, segnati, ripercorrono l'orrore di quel giorno. La normalità squarciata all'improvviso. Erano le 8.16 del mattino, tanti aerei passavano su Hiroshima, gli allarmi non scattavano nemmeno più. Però quel giorno Hiroshima era l'obiettivo. Un lampo di luce. Temperature altissime, il fungo atomico. Decine di migliaia di persone, impegnate nel loro vivere quotidiano, morirono sul colpo. Decine di migliaia di persone morirono nei mesi succussivi, negli anni successivi, tra atroci sofferenze.


L'orrore di cui furono testimoni, segnò le loro vite. Il dolore per una vita diversa  e la paura, compagna di ogni  giorno,  emergono nelle loro  testimonianze.


Hiroshima 6 agosto 1945 - Nagasaky 9 agosto 1945 - Mai più   per favore   Mai più