domenica 5 novembre 2006

Ero in presenza della morte, in presenza della natura, di una natura che imparavo a conoscere in modo terribile. Dal momento che arrivo ad essere un uomo che fa la guerra, non è l’idea di uccidere o di essere ucciso che mi tormenta: ero un uomo che non voleva altro per sé se non i rapporti con l’assoluto, l’assoluto che era rappresentato dalla morte. Nella mia poesia non c’è traccia d’odio per il nemico, né per nessuno; c’è la presa di coscienza della condizione umana, della fraternità degli uomini nella sofferenza, dell’estrema precarietà della loro condizione. C’è volontà d’espressione, necessità d’espressione, nel Porto sepolto, quell’esaltazione quasi selvaggia dello slancio vitale, dell’appetito di vivere, che è moltiplicato dalla prossimità e dalla quotidiana frequentazione della morte. Viviamo nella contraddizione. Posso essere un rivoltoso, ma non amo la guerra. Sono anzi un uomo della pace. Non l’amavo neanche allora, ma pareva che la guerra s’imponesse per eliminare la guerra. Erano bubbole, ma gli uomini a volte si illudono e si mettono dietro alle bubbole»


Da Allegria di Ungaretti

sabato 4 novembre 2006

San Martino del Carso

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro

Di tanti
che mi corrispondevano
non m'è rimasto
neppure tanto

Ma nel mio cuore
nessuna croce manca

E' il mio cuore
il paese più straziato


(Giuseppe Ungaretti)

«L'inutile strage»

«L'inutile strage», così definita da Papa Benedetto XV si conclude il 4 novembre 1918 quando l'impero Austro-Ungarico e l'Italia firmano l'armistizio a Villa Giusti nei pressi di Padova.

venerdì 3 novembre 2006

Bruno Lauzi

Il poeta














Alla sera al caffè con gli amici
si parlava di donne e motori
si diceva "son gioie e dolori"
lui piangeva e parlava di te

Se si andava in provincia a ballare
si cercava di aver le più belle,
lui restava a contare le stelle

sospirava e parlava di te

Alle carte era un vero campione
lo chiamavano "il ras del quartiere"
ma una sera giocando a scopone
perse un punto parlando di te

Ed infine una notte si uccise
per la gran confusione mentale
fu un peccato perché era speciale
proprio come parlava di te

Ora dicono, fosse un poeta
e che sapesse parlare d'amore

Cosa importa se in fondo uno muore
e non può più parlare di te

giovedì 2 novembre 2006

'2b or not 2b' Oggi si può

Si sta realizzando una svolta epocale nel sistema scolastico britannico. D'ora in poi gli studenti delle scuole superiori inglesi potranno usare lo slang degli sms anche negli esami. In Scozia sono già previsti dei punti aggiuntivi da attribuire in base all'originalità degli argomenti trattati senza che si tenga conto di come sono esposti. Un portavoce della 'Scottish Qualifications Authority', afferma che gli studenti ''Certo, otterrebbero maggiori punteggi con un inglese corretto, ma l'aspetto su cui focalizziamo le nostre attenzioni è il contenuto''.
L' "Oxford Cambridge and RSA Examination Board",  agenzia che sovrintende agli esami scolastici, sostiene che ''le abbreviazioni, le omissioni di un punto o di una lettera maiuscola costituiscono prova di reato per l'esaminando solo se ricorrono più volte in un esame scritto''.


Forse alcuni studenti tireranno un sospiro di sollievo, forse i puristi della lingua storceranno il naso.


Voler dar spazio alla creatività degli studenti senza appiattirsi dietro a formalismi può avere degli aspetti positi ma se portato all'estremo potrebbe provocare gravi danni.  Non è giusto tener conto solo del contenuto. Entrambi gli elementi vanno considerati quando si esamina un componimento. La scuola deve prima di tutto assolvere alla funzione dell'insegnamento, dare agli studenti strumenti utili per poter crescere e sviluppare le proprie qualità, è giusto che si mostri aperta tenendo conto però di quello che deve insegnare ai propri studenti. Uno strumento importante, essenziale è il saper scrivere in maniera corretta,  senza acronimi, abbreviazioni o slang. Acquisire cioè uno stile che possa essere utile nella vita sociale e nel lavoro. Non dar loro questa possibilità di imparare accontentandosi di quello che già sanno è un impoverimento prima di tutto per gli studenti. Penso che la vera libertà stia nel poter scegliere.  E' bello poter alternare uno slang, uno stile puro, un dialetto, una lingua a seconda delle occasioni e di cosa abbiam voglia di dire.


mercoledì 1 novembre 2006

Juve, storia di un grande amore

06 Questo è il titolo dell'inno bianconero. La Juventus nasce 109 anni fa a Torino. L'idea viene ad alcuni studenti del liceo D'Azeglio che su una storica panchina decidono di dar vita allo "Sport Club Juventus". La prima casacca è rosa abbellita da una cravatta nera.


Nel 1903 la divisa si rinnova acquisendo i tradizionali colori bianco e nero che veste ancora oggi. Questo cambiamento sembra sia dovuto all'errata interpretazione di un impiegato tessile di Nottingham che spedì  le divise dall'Inghilterra. I nuovi colori non furono subito apprezzati ma non c'erano alternative e quindi vennero indossati. Il curioso aneddoto si può leggere su wikipedia 


Lì ho letto queste parole che mi sono piaciute molto: 


«L'anima juventina è un complesso modo di sentire, un impasto di sentimenti, di educazione, di bohemien, di allegria e di affetto, di fede alla nostra volontà di esistere e continuamente migliorare»


(Eugenio Canfari, primo presidente della società)



Sono tanti i  campioni che hanno indossato questa gloriosa maglia. La mia prima squadra è stata quella che ha vinto lo scudetto nel campionato 1994/95, seguivo il calcio anche prima ma in maniera più distratta. Quell'anno iniziai ad appassionarmi. Trascorrevo le domeniche passeggiando in montagna, la radiolina attaccata all'orecchio per sentire minuto per minuto quanto accadeva. Il batti e ribatti tra i campi, il segnale che andava e veniva, mentre i risultati cambiavano e le emozioni si facevano altalenanti. Certe partite mi sono rimaste nel cuore. Mi colpiva e mi colpisce la capacità dei giocatori di fare gruppo, di essere una squadra sempre, anche nei momenti difficili.


Ora che la Juve gioca in serie B mi rendo conto che l'attaccamento alla squadra non è cambiato, la seguo con la stessa passione.  Vivo con un certo sollievo il non dover sentire le polemiche, le accuse e gli insulti che sentivo gli scorsi anni. Spero, come Buffon di non dovermi attaccare troppo alla B.


Auguri Vecchia Signora!!

Juve-Brescia 2-0

13 ' 7 Del Piero


' 22 Del Piero


BENTORNATO GIANLUCA!!


Oggi allo stadio Olimpico si è celebrata la festa bianconera. La Juventus ha compiuto 109 anni. Tanti campioni sono scesi in campo per mostrare il loro attaccamento alla squadra. Uno dei più anziani è Sentimenti IV portiere degli anni '40, tra gli altri Lippi, Carrera, Torricelli, Gentile, Tacconi, Platini, Ravanelli, Boniperti, Causio, Cabrini, Ferrare. Sfilava un bel pezzo di storia bianconera  accolto con entusiasmo dai tifosi.   


Dal sito  della Juventus: "si accendono le candeline su una torta disegnata a centrocampo. Ce ne sono 26, una per ogni campione, poi Nanà spiega le altre tre: una per tutti voi, una per tutti i tifosi bianconeri in Italia e nel mondo, una per le 39 vittime dell’Heysel."